Scuola di Counseling Strategico Breve - Nardone
Scuola triennale di:

Counseling Breve Strategico Professionale

Per non rendere il Cambiamento auspicabile ma farlo diventare “inevitabile”

SCUOLA TRIENNALE DI COUNSELING BREVE STRATEGICO PROFESSIONALE
diretta da M. Cristina Nardone
Responsabile Didattica: Roberta Prato Previde 

“Sapere cosa fare non significa saperlo fare ” M.C. Nardone

La Scuola di Counseling Breve Strategico, è un percorso di formazione specialistica rivolto a chiunque voglia diventare un professionista “nell’arte di aiutare”, particolarmente indicato per tutte quelle figure che si occupano e gestiscono persone anche all’interno di contesti aziendali ed educativi, poiché, essere di aiuto agli altri è una caratteristica che ogni persona può sviluppare e migliorare attraverso una metodologia che preveda tecniche specifiche di relazione e comunicazione.  Ma cercare di aiutare le persone per quanto nobile sia l’intenzione è cosa ben diversa da saperle aiutare veramente, noi crediamo che “non è sufficiente fare del bene, bisogna saperlo fare bene; un bene fatto male è peggiore del male stesso.”

Nel mondo del lavoro, nelle aziende, nelle organizzazioni e nella scuola il bisogno di supportare e sostenere le risorse umane di cui si dispone è in costante crescita. I momenti di difficoltà personale, i disagi e le insoddisfazioni, anche private, influiscono spesso sulle prestazioni lavorative e rallentano il processo di crescita formativa e produttiva della persona. Il lavoro e la vita privata non possiamo considerarli separatamente; i disagi personali spesso si riflettono sull’ambiente lavorativo incidendo pesantemente sul lavoro e sulle relazioni interpersonali.

A tal fine la figura del manager o dell’insegnante counselor può rivelarsi importante per offrire aiuto e sostegno al singolo per ristabilire gli equilibri all’interno del proprio ambiente lavorativo. La promozione del benessere del singolo favorisce un aumento della qualità del lavoro e la qualità di vita dell’ambiente del lavoro e di conseguenza un più facile raggiungimento dell’obiettivo lavorativo.

E’ ovvio che il counselor deve saper utilizzare tecniche, abilità e comportamenti, e attraverso queste attivare e portare avanti una buona relazione, così che la persona, percependo stima, fiducia e accoglienza da parte del counselor, si affida alla possibilità del cambiamento e già così pone le basi per il cambiamento stesso.
Dirigenti, responsabili HR, capi settore, insegnanti, etc. dovrebbero perciò essere adeguatamente formati in tal senso in quanto a loro spetta prevenire, fronteggiare e risolvere le difficoltà evidenziate in precedenza, le quali possono minare la resa del singolo come di tutta l’organizzazione; o in altro modo avvalersi dell’aiuto di un counselor esterno cui affidare il supporto allo sviluppo delle risorse umane.

Sulla base di quanto sopra detto, abbiamo predisposto per i nostri allievi una formazione rigorosa e strutturata dove l’allievo apprenderà, sia a livello teorico che esperienziale, la tecnologia e la logica del Problem Solving Strategico oltre che la tecnica comunicativa del Dialogo Strategico, ovvero, la metodologia dimostratasi più efficace ed efficiente nel produrre risultati di cambiamento in tempi brevi,  tratti essenziali questi, che contraddistinguono i Modelli d’intervento creati dal gruppo Nardone.

Strumenti e tecniche operative, derivate dalla tradizione teorica applicativa della “Pragmatica della comunicazione umana”, (Paul Watzlawick et alt 1967), dove già dal primo postulato non si può non comunicare”, si evince il fatto che ogni comportamento ha, non solo valore di messaggio ma influenza reciprocamente la relazione con l’altro e che non esiste un’unica realtà “vera”, ma tante realtà soggettive quanti sono i punti di vista adottabili.

Pertanto il Counselor Breve Strategico decide di lavorare con quella realtà prodotto della prospettiva, degli strumenti conoscitivi e del linguaggio attraverso i quali la percepiamo e la comunichiamo (Nardone 1991).

Concentrandosi sulle modalità con cui le persone percepiscono le difficoltà, come vi reagiscono e sui tentativi fallimentari di soluzione fino al momento effettuati, guida il proprio interlocutore a scoprire nuove realtà e lo facilita nel percorso di raggiungimento dei propri obiettivi, nel prevenire, affrontare e superare momenti di difficoltà individuali, relazionali e nel fortificare le abilità e risorse personali.

Il Counselor Breve Strategico non fa diagnosi, non interpreta, non prescrive né da consigli ma facilita il processo di cambiamento e di apprendimento, promuovendo la consapevolezza operativa e l’autonomia della persona attraverso percorsi brevi e, focalizzati sulla co-costruzione di soluzioni ai problemi e su piani d’azione per raggiungere gli obiettivi. Accompagna le persone alla scoperta di un futuro migliore, verso mete e obiettivi che loro stesse abbiano stabilito e aiuta a far sì che ognuno possa dare il meglio di se stesso, nelle diverse sfere e ambiti.

Gli argomenti affrontati durante il percorso riguarderanno il progressivo costituirsi di un intervento di counseling professionale, per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. Dal nostro punto di vista, tutto ciò risulta indispensabile per poter gestire in modo efficace e efficiente le varie fasi di un intervento di counseling: dalla gestione del primo contatto, alla definizione degli obiettivi perseguibili, dalla mobilitazione delle risorse del cliente, alla co-costruzione del piano d’azione e alla verifica dei progressi sino al raggiungimento dell’obiettivo prefissato, rendendo così le persone artefici di ciò che costruiscono e gestiscono invece che vittime di ciò che costruiscono e subiscono.

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***Gli allievi che hanno precedentemente concluso il CORSO INTENSIVO “Il counseling strategico in azione” potranno, previo richiesta, essere ammessi al  2° anno della Scuola.

** A fine percorso triennale l’allievo potrà chiedere di diventare collaboratore affiliato ad STC, acquisendo vari vantaggi:  figurare nel sito web del Nardone Group,utilizzare i marchi registrati, partecipare a pubblicazioni e ricerche, avere supervisione ai propri casi, etc.

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 Come nasce la Scuola di Counseling Breve Strategico di STC ?

Negli ultimi anni abbiamo avuto modo di sperimentarci nella formazione di persone che aspirano a questo intrigante lavoro attraverso il nostro Corso intensivoIl Counseling Strategico in azione formando ben oltre 500 persone.

Con loro ci siamo confrontati sulle polemiche di questa così dibattuta professione, abbiamo trattato di etica, di deontologia, di correttezza, altre volte ci son state riportate vicissitudini professionali e individuali, per giungere insieme all’idea che ognuno dovrebbe cercare di affermare una professione seriamente nel rispetto delle altre professioni e nella condivisione di valori professionali solidi, duraturi, ma anche sufficientemente elastici per poter stare al passo con la società che cambia.

Fai counseling o sei un counselor? Fai lo psicologo o sei uno psicologo? Vi è una sostanziale differenza tra “fare” un qualcosa ed “essere” quello che facciamo.

Per quanto sia nobile l’intenzione di aiutare gli altri, ciò è cosa ben diversa da saperli aiutare veramente.  Non è un caso che molto spesso siano proprio coloro che esercitano le professioni di aiuto a complicare ulteriormente la condizione dei clienti che si sono affidati loro, con il risultato che sempre più persone sviluppano un’idea completamente negativa e fuorviante anche nei confronti di chi è davvero un professionista nell’arte di aiutare.

Noi crediamo che “non è sufficiente fare del bene, bisogna saperlo fare bene; un bene fatto male è peggiore del male stesso.”

Sospinti da tali motivazioni, abbiamo pensato di aggiungere alle nostre proposte formative una Scuola di Counseling Strategico, per offrire una formazione rigorosa e strutturata dove l’allievo apprenderà, sia a livello teorico che esperenziale, la tecnologia e la logica del Problem Solving Strategico oltre che la tecnica comunicativa del dialogo strategico, ovvero: la metodologia dimostratasi più efficace ed efficiente nel produrre risultati di cambiamento in tempi brevi.  

La Scuola presenta il percorso strutturato in COUNSELING PROFESSIONALE, aperto a chi desidera diventare Counselor e a professionisti che esercitano altre professioni che vogliono acquisire competenze specifiche del counseling.
Questo si focalizzerà su come gestire, aiutare e risolvere problematiche delle relazioni fornendo strumenti operativi derivati dalla tradizione teorica applicativa del problem solving strategico e della pragmatica della comunicazione, per rendere le persone artefici di ciò che costruiscono e gestiscono invece che vittime di ciò che costruiscono e subiscono.

 

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***Gli allievi che hanno precedentemente concluso il CORSO INTENSIVO “Il counseling strategico in azione” potranno, previo richiesta, essere ammessi al  2° anno della Scuola.

** A fine percorso triennale l’allievo potrà chiedere di diventare collaboratore affiliato ad STC, acquisendo vari vantaggi:  figurare nel sito web del Nardone Group,utilizzare i marchi registrati, partecipare a pubblicazioni e ricerche, avere supervisione ai propri casi, etc.

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Il Modello Breve Strategico trae origine da due tradizioni antiche: quella ellenica della retorica dei sofisti e quella cinese dell’arte dello stratagemma, ovvero, le antiche arti di risolvere apparentemente irrisolvibili situazioni mediante l’uso di stratagemmi e modi di comunicare suggestivi e persuasori, oltre che una epistemologia avanzata che si rifà alla teoria della comunicazione nata in ambito antropologico con G. Bateson, agli sviluppi costruttivisti della teoria cibernetica (H.von Foester, E. von Glaserfeld), agli studi sul linguaggio persuasorio di Milton Erickson  e ai principi teorico-applicativi della comunicazione approfonditi dal Mental Research Institute di Palo Alto (P. Watzlawick, Weakland, Fish, Jackson)  e alla branca specialistica della logica matematica nota come «logica strategica» (Elster, 1979, 1985; Da Costa, 1989a, 1989; Nardone, Salvini, 1997; Nardone, 1998).

Dal 1987 con il gruppo Nardone si ha la moderna evoluzione del modello di “problem solving” della Scuola di Palo Alto verso una forma di avanzata tecnologia di cambiamento: il Problem Solving Strategico fondamento metodologico della del modello di  “Terapia Breve Strategica”.

IL MODELLO DI COMUNICAZIONE E PROBLEM SOLVING STRATEGICO

In letteratura si possono trovare differenti modelli di problem solving e di terapia breve, quello presente è stato formulato in maniera originale dal gruppo Nardonein virtù della ultra ventennale esperienza nel risolvere problemi e disfunzioni individuali, relazionali, aziendali e manageriali.

Il Problem Solving Strategico si può applicare per definizione a qualunque tipologia di problema e ad ambiti decisamente diversi tra di loro poiché questo è un metodo di ricerca-intervento empirico sperimentale, tanto che è stato il fondamento metodologico per la messa a punto delle numerose forme specifiche di intervento terapeutico e di comunicazione strategica sviluppate presso il nostro Istituto e applicate con successo a migliaia di casi clinici e a centinaia di problemi interpersonali, manageriali e organizzativi.

In altri termini il Problem Solving Strategico è la metodologia su cui si fondano i diversi approcci applicativi: dalla psicoterapia, al coaching, al counseling, sino agli interventi nelle aziende e organizzazioni.
Le sue strategie non sono frutto di un improvviso atto di creatività, ma sono basate sull’applicazione di un sistematico e rigoroso metodo di ricerca, attraverso una precisa logica (NON ORDINARIA) di intervento che fanno si che rigore ed inventiva si complementino e si alimentino a vicenda, poiché come sosteneva G. Bateson “Il rigore da solo è morte per asfissia la creativa da sola è pura follia”.
Tale logica si differenzia dalle logiche tradizionali (ordinarie) per la sua caratteristica di mettere a punto il modello di intervento sulla base degli obiettivi prefissati e delle specifiche caratteristiche del problema affrontato, piuttosto che sulla base di una teoria precostituita. Si rinuncia a seguire ciecamente una qualsiasi prospettiva rigida che fornisca, in maniera deterministica, indicazioni su come procedere o pretenda di dare una descrizione aprioristica ed esaustiva dei fenomeni che si stanno studiando e sui quali si vuole intervenire.  Difatti “l’imperativo metodologico” è: sono le soluzioni che spiegano i problemi e non le spiegazioni che guidano alle soluzioni. (Nardone, Watzlawick, 1990, 2004; Nardone, Rampin, 2002; Nardone, Salvini, 2004; Nardone, Portelli, 2005).
Pertanto la tecnologia del cambiamento si evolve sulla base della sua efficacia e non sulla base di teorie da provare, si osserva quindi il passaggio da una metodologia ipotetico–deduttiva a una costitutivo–deduttiva, ovvero: da conoscere per cambiare a cambiare per conoscere (Watzlawick, Nardone, 1997) .

Una prospettiva, questa, chiaramente non ordinaria che, attraverso stratagemmi, espedienti non lineari, ci consente di costruire una realtà nella quale si può ottenere un cambiamento laddove prima non era possibile.  Non devono infatti stupire risultati talvolta eclatanti tanto da essere dichiarati magici poiché come indicava A. C. Clarke una tecnologia abbastanza avanzata è indistinguibile dalla magia”.

PROBLEM SOLVING E LA COMUNICAZIONE STRATEGICA

Logica di Problem Solving e Linguaggio rappresentano le due anime dell’approccio strategico;
non esiste problem solving strategico senza comunicazione strategica,
non esiste comunicazione strategica senza problem solving strategico.

Due facce della stessa medaglia che vanno armonizzate, in modo da creare una sorta di danza comunicativa per cui il cambiamento prefissato sia reso non solo possibile ma inevitabile.

LA COMUNICAZIONE STRATEGICA

 “Non si può non comunicare è il primo assioma della “Pragmatica della comunicazione umana” (Watzlawick,1967). Ciò significa che si deve scegliere se farlo in modo casuale e subire tale ineluttabilità oppure scegliere di farlo strategicamente e gestirla.

Da questa assunzione nasce l’approccio strategico, ovvero l’applicazione alla comunicazione interpersonale delle formulazioni teoriche e applicative, nate dal lavoro del gruppo di Palo Alto (Nardone-Watzlawick, 1990; Watzlawick, 1977; Watzlawick-Nardone, 1997). Tale approccio affonda inoltre le sue radici nella epistemologia costruttivista, secondo la quale non esiste una un’unica realtà ontologicamente “vera”, ma tante realtà soggettive che variano a seconda del punto di vista adottato.

La realtà diventa il prodotto della prospettiva, degli strumenti conoscitivi e del linguaggio attraverso i quali la percepiamo e la comunichiamo (Salvini, 1988, G. Nardone e E. Rotriquez, 2005). Non esiste una conoscenza scientificamente vera della realtà, ma ci si preoccupa di aumentare quella che Ernst von Glasersfeld ha definito “consapevolezza operativa”.
La comunicazione strategica è l’arte dell’uso del linguaggio verbale, para-verbale e non verbale come strumento per rendere la nostra comunicazione capace non solo di far “capire razionalmentema soprattutto di far “sentire suggestivamente” ciò che si vuol indurre nei nostri interlocutori; parafrasando le parole di Austin, un linguaggio performativo che si sostituisce a quello ordinario indicativo: ovvero, il passaggio da una comunicazione che spiega a una che induce a fare.
Questa aiuta il Counselor a “fare le cose con le parole” (Austin), ovvero, a facilitare il processo di cambiamento del cliente finalizzato a raggiungere l’obiettivo concordato.

La comunicazione  strategica non verbale e  il Dialogo Strategico per rendere “magiche” le parole e i gesti
La teoria classica definisce la comunicazione come una trasmissione di un messaggio da un mittente a un ricevente tramite un canale.  In ottica strategica invece, la Comunicazione è intesa come un processo circolare di scambio di messaggi e di influenzamento reciproco che avviene in un determinato contesto. Ogni COMPORTAMENTO È COMUNICAZIONE, difatti ogni atto comunicativo è prima di tutto non verbale, pertanto attraverso ciò è impossibile evitare di influenzare o essere influenzati, così come è inevitabile suggestionare o essere suggestionati.

Sappiamo inoltre che ogni realtà cambia a seconda di COME viene comunicata”, motivo per il quale il gruppo Nardone ha investito 15 anni in ricerca intervento su oltre 10.000 casi trattati, per trovare una modalità comunicativa che si dimostrasse tanto dirompente quanto efficace: il DIALOGO STRATEGICO. Tale cammino ha visto impegnati a dare il loro contributo molti colleghi, collaboratori, studiosi sia italiani che stranieri oltre che clienti, spesso inconsapevoli dell’aiuto offerto durante i dialoghi.
Il dialogo strategico come sintesi evoluta dell’antica retorica del linguaggio ipnotico e della pragmatica, divenuta la tecnica più avanzata per condurre un singolo colloquio, un dialogo capace di indurre radicali cambiamenti nell’ interlocutore, di trasformare i disaccordi in accordi, i possibili conflitti in alleanze grazie al suo potere suggestivo ed evocativo.  

Come diceva Tommaso d’Aquino infatti ‘non c’è cosa nell’intelletto che prima non passi per i sensi e se un messaggio è in grado di suscitare un brivido sulla pelle sicuramente sarà molto più efficace di una fredda spiegazione e avrà maggiore probabilità di colpire nel segno.  La grande magia delle parole unita alla capacità di riconoscere la realtà dell’altro come una realtà da considerare e non da contraddire sono le costanti essenziali di una comunicazione efficace grazie alla quale è possibile produrre cambiamenti concreti.   Infine l’arte del dialogo strategico non è solo una tecnica per comunicare efficacemente, ma è anche e soprattutto una maniera di migliorare se stessi e il mondo che ci circonda

Alla scuola sono ammessi un numero massimo di 20 partecipanti per classe selezionati in base al profilo professionale.

Per potersi iscrivere al primo anno, (chi ha svolto il corso intensivo il Counseling Strategico in azione potrà iscriversi direttamente al secondo anno) è necessario inviare una domanda di partecipazione, specificando presso quale sede si desidera svolgere il percorso, corredata da Curriculum Vitae e lettera motivazionale, da inviare all’attenzione del Direttore Generale M. Cristina Nardone, via mail all’indirizzo cs@problemsolvingstrategico.it

Per prenotare il colloquio basta inviare una mail o contattare la Segreteria allo 0575.350240/23550

Solo dopo l’accettazione del candidato, che sarà trasmessa entro 7 sette giorni dal ricevimento, si potrà inviare la convalida compilando il relativo modulo di iscrizione.

Per essere ammessi è necessario aver minimo 23 anni, previa valutazione del curriculum personale/professionale e colloquio.

 

INVESTIMENTO ECONOMICO

La quota di partecipazione è: 2.700,00 euro +Iva (per ciascuna annualità, senza altri costi aggiuntivi )

E’ possibile rateizzare l’importo con le formule di pagamento dilazionato senza spese aggiuntive evidenziate nel modulo d’iscrizione

  Premessa

Il Counseling Breve Strategico si rifà al Modello di Problem Solving Strategico e alle sue tecniche di Comunicazione per guidare la persona ad affrontare difficoltà o a raggiungere obiettivi di miglioramento personale nelle relazioni dell’individuo con se stesso, con gli altri e con il mondo.

In letteratura si possono trovare differenti modelli di Problem Solving, quello presente è stato formulato in maniera originale, in virtù della ultra ventennale esperienza nel risolvere patologie e disfunzioni individuali, problemi relazionali, aziendali e manageriali, che ha consentito la formulazione di protocolli di intervento specifici per la risoluzione da una parte di disturbi con diverso grado di invalidazione, e dall’altra di situazioni critiche al limite del collasso.

Il Problem Solving Strategico si può applicare per definizione a qualunque tipologia di problema e ad ambiti decisamente diversi tra di loro poiché questo è un metodo di ricerca-intervento empirico sperimentale, tanto che è stato il fondamento metodologico per la messa a punto delle numerose forme specifiche di intervento terapeutico e di comunicazione strategica sviluppate presso il nostro Istituto e applicate con successo a decine di migliaia di casi clinici e a centinaia di problemi manageriali. In altri termini è la metodologia su cui si fondano i diversi approcci applicativi: dalla psicoterapia, al coaching, al counseling, sino agli interventi nelle aziende e organizzazioni.

Esso, piuttosto che riferirsi a una teoria forte da comprovare, muove dal principio guida del learning by doing all’interno di una logica costitutivo-deduttiva per cui un problema o una difficoltà si conoscono attraverso la loro soluzione; quindi cambiare per conoscere piuttosto che conoscere per cambiare.

Le strategie che si sono dimostrate efficaci ed efficienti su migliaia di situazioni vengono selezionate sulla base dell’obiettivo concordato, sia esso un traguardo da raggiungere o una difficoltà da sbloccare, calzandole alla originalità delle situazioni di volta in volta affrontate come si fa con un abito sartoriale cucito su misura sulla persona (Nardone, Salvini, 1988; Nardone, Balbi, 2008).

L’intervento, di conseguenza, risulterà non solo specifico e chirurgico nei termini della sua efficacia (raggiungimento dell’obiettivo), della sua efficienza (tempo impiegato per raggiungere l’obiettivo), replicabilità (applicabile da diversi specialisti su diverse persone o situazioni), predittività (ogni mossa prevede una contromossa), ma flessibile, autocorrettivo e adattabile all’originalità delle singole persone o dei sistemi di intervento che sono, per quanto in parte prevedibili, comunque unici e irripetibili.

Il costrutto operativo principe del Problem Solving strategico è quello di tentata soluzione, le cui prime formulazioni appartengono ai ricercatori del MRI (Mental Research Institute) di Palo Alto (Watzlawick, Weakland e Fish, 1974; Weakland et al, 1974). Le tentate soluzioni sono i tentativi che le persone mettono in atto per affrontare e sciogliere le difficoltà percepite nel proprio percorso di vita nelle relazioni con se stesse, con gli altri e con il mondo. Esse non sono di per sé disfunzionali, ma possono diventare limitanti o bloccanti nel momento in cui, pur non portando ai risultati desiderati, vengano reiterate nel tempo o generalizzate a diverse situazioni, irrigidendosi e ritorcendosi come un boomerang contro la persona. Nel tentativo di risolvere una situazione questa si complica sempre di più, strutturandosi così un circolo vizioso dal quale non si riesce ad uscire, ovvero il modo in cui ognuno di noi percepisce e reagisce alla propria realtà, da funzionale diventa disfunzionale. In altri termini, l’individuo “sale in soffitta e si toglie la scala da solo” (Nardone, 2003; Nardone, Balbi, 2008).

La strategia dell’intervento, dunque, una volta definito l’obiettivo insieme alla persona, senza preoccuparsi delle motivazioni sottostanti che muovono la necessità di un cambiamento e bandendo qualsiasi soggettiva e spesso pericolosa interpretazione, si ritiene, infatti, che qualunque teoria assunta a priori funzioni comunque come giudizio “implicito” (Salvini 1991) o pregiudizio fuorviante per la messa a punto di efficaci soluzioni. Al contrario, il calzare l’intervento alle prerogative dell’obiettivo da raggiungere induce a costruire una strategia ben focalizzata che poi dovrà “autocorreggersi” sulla base dell’andamento dell’intervento.

L’attenta analisi delle tentate soluzioni, degli autoinganni, ovvero la peculiare modalità della persona di percepire e reagire alla propria realtà e l’opinione che ha sulle cose, costituisce la struttura entro cui si sviluppa l’intervento di counseling e di empowerment.

Questo, in un processo di scoperta congiunta che porti a sbloccare il circolo vizioso di tentate soluzioni messe in atto fino a quel momento e che guidi il cliente non solo a raggiungere l’obiettivo utilizzando le risorse fino a quel momento bloccate, ma anche ad incrementare il proprio senso di efficacia e di sicurezza.

Appare quindi evidente che il risultato consisterà in un evitabile cambiamento delle modalità attraverso le quali la persona vive se stesso e la propria realtà, grazie all’apprendimento e alla successiva acquisizione di nuovi strumenti che diventano parte integrante del proprio esistere. Ciò si traduce in un aumento di quella che von Glasersfeld ha definito consapevolezza operativa, che permette alla persona di orientare il proprio agire in funzione di “come funzionano” i fenomeni, in un processo di reciproche influenze tra le variabili, dove la causa produce l’effetto e l’effetto a sua volta influenza retroattivamente la causa (Watzlawick, 1976).

Se l’adozione di specifiche tecniche di Problem Solving e l’analisi delle tentate soluzioni ridondanti, quali riduttori di complessità, consentono di costruire una strategia di intervento che calzi ad hoc sulla persona o sul sistema oggetto di interesse, per un counselor breve strategico risulta parimenti fondamentale apprendere e applicare specifiche strategie comunicative, grazie alle quali all’interno della relazione, costruire nuove realtà funzionali.

Si tratta di sottili artifici che permettono l’innescarsi di nuove percezioni che danno luogo a comportamenti differenti che, sollecitando diverse sensazioni, a loro volta influenzano le cognizioni, le quali permettono agli apprendimenti di diventare acquisizioni. A tale riguardo, la tecnica più innovativa e fulcro del Modello Evoluto dell’intervento strategico è il dialogo strategico (Nardone, Salvini, 2004) che, con l’utilizzo delle domande ad illusione d’alternativa di risposta, inserisce il cliente in un processo di scoperta congiunta dove da una parte egli senta di essere il primo artefice del proprio processo di cambiamento abbassando ulteriormente le proprie resistenze, d’altra parte, in un processo a imbuto, lo si pone in una posizione nella quale il cambiamento non è solo auspicabile ma diviene inevitabile. In altri termini, parafrasando uno dei 13 stratagemmi di Giorgio Nardone, lo facciamo salire in soffitta e gli togliamo la scala.

Storia, Fondamenti, Etica e deontologia professionale del Counseling Breve Strategico

  • Elementi di counseling
  • Storia del counseling
  • Contesti di applicazione e confini del counseling breve strategico
  • Dalla scuola di Palo Alto ad Arezzo: Il Modello di Giorgio Nardone, origini evoluzioni e prerogative.
  • Il Metodo del counseling breve strategico: sequenza

Etica e deontologia professionale del Counseling breve strategico

  • Consapevolezza e motivazione
  • Il rispetto degli obiettivi e dei valori del cliente
  • Etica e deontologia professionale nel counseling
  • Codice deontologico nel counseling

Conoscenze psicologiche di base

  • Conoscenza di psicologia generale, sociale e dei gruppi.
  • Conoscenza di psicologia del ciclo di vita e della comunicazione.
  • Psicologia delle dinamiche familiari.
  • Psicologia della relazione e delle dinamiche di gruppo.

Teorie e tecniche della comunicazione Strategica

  • Pragmatica della comunicazione umana
  • Dare e ricevere feedback
  • Il linguaggio non verbale e para verbale
  • L’uso della metafora e del linguaggio analogico
  • Il dialogo strategico: struttura e applicazione nel counseling

Il modello di Problem Solving Strategico, dai micro obiettivi agli obiettivi

  • Il modello di Problem Solving Strategico nel counseling
  • La teoria dei sistemi e la gestione delle resistenze al cambiamento
  • Le Tentate Soluzioni ridondanti: riduttori di complessità per il cambiamento
  • Gli ambiti applicativi: individuali, famiglia, educativi, aziendali.

La comunicazione strategica evoluta

  • Il dialogo strategico (I)
  • Il dialogo strategico (II)
  • Cambiamento, apprendimento strategico

Percorso personale:

  • L’ empowerment
  • Il self help strategico

Le logiche dei problemi umani

  • Analisi delle tipologie logiche dei problemi umani: logica tradizionale, logiche razionali, logiche non ordinarie, paradossi, contraddizioni , credenze e autoinganni.
  • Dai problemi alle soluzioni: trasformare le logiche dei problemi in logiche delle soluzioni.
  • Dal linguaggio del problema al linguaggio della soluzione: strategie e tecniche di intervento .

Ambiti di intervento e di applicazione del counseling

  • Gli ambiti applicativi: individuali, coppia e famiglia
  • Gli ambiti applicativi: educativo e scolastico.
  • Gli ambiti applicativi: sanitario, sociale.
  • Gli ambiti applicativi: aziendali e di gruppo
  • Realtà virtuale e nuove tecnologie

Tirocinio
L’esperienza del tirocinio viene articolata sulla base del profilo professionale del counselor.

Il programma del tirocinio ha lo scopo di:

  • Fornire allo studente la possibilità di un’esperienza pratica di counseling con la gestione di tutte le sue fasi e aspetti connessi.
  • Perfezionare le competenze relazionali specifiche; affinare, inoltre, le abilità e gli strumenti metodologici di intervento sulle situazioni problematiche
  • Ampliare le conoscenze in merito al contesto reale del lavoro di counseling, nelle sue implicazioni.
  • Completare il percorso formativo teorico pratico dello studente e formare, così, un operatore preparato in questo specifico campo di intervento.

L’allievo potrà avere la possibilità di affiancare ed assistere uno o più professionisti già esperti, nel corso di eventi formativi ed eventualmente, anche durante incontri di counseling individuale o di gruppo.

Supervisione

  • Presentazione e discussione relativa a interventi di counseling portati dai partecipanti
  • Presentazione e discussione relativa a interventi di counseling portati dal supervisore
  • Presentazione e discussione delle esperienze di tirocinio degli allievi
  • Esercitazioni di counseling a due con discussione in gruppo

***La formazione pratica al counseling breve strategico, comprende lo studio di sessioni di counseling mediante videotape di incontri effettuati dai didatti, su una vasta casistica differenziata.

Durante ogni anno accademico prestigiosi rappresentanti, anche di altri modelli terranno seminari di approfondimento presso la Scuola

Alla scuola sono ammessi un numero massimo di 20 partecipanti per classe selezionati in base al profilo professionale.

Per potersi iscrivere è necessario inviare una domanda di partecipazione, specificando presso quale sede si desidera svolgere il percorso, corredata da Curriculum Vitae e lettera motivazionale, da inviare all’attenzione del Direttore Generale M. Cristina Nardone, via mail all’indirizzo cs@problemsolvingstrategico.it.

Per prenotare il colloquio basta inviare una mail o contattare la Segreteria allo 0575.350240/23550

Solo dopo l’accettazione del candidato, che sarà trasmessa entro 7 sette giorni dal ricevimento, si potrà inviare la convalida compilando il relativo modulo di iscrizione.

Per essere ammessi è necessario aver minimo 23 anni, previa valutazione del curriculum personale/professionale e colloquio.

Sede di svolgimento: MILANO

 

Durata complessiva: 3 anni, per complessive 695 ore di formazione, articolate in:

  • Formazione in aula (295 ore), teoria interattiva, applicazione, sperimentazione e sviluppo personale
  • Supervisione didattica (130 ore)
  • Sviluppo personale (100 ore)
  • Seminari tematici (20 ore)
  • Tirocinio con pratica professionale (150 ore) da svolgersi nel corso dei tre anni in strutture da noi consigliate a scelta dello studente.

*** Gli allievi che hanno precedentemente concluso il Corso Intensivo “Il counseling strategico in azione”
potranno, previo colloquio con la Direzione Generale, essere ammessi al 2°anno della Scuola.

N.B.: Si ritiene utile esplicitare che il percorso formativo è allineato ai parametri dettati dalla EAC (European Association for Counseling)

 

Frequenza: 3 anni

Il calendario viene consegnato ad ogni allievo all’inizio del corso, la frequenza è di circa un weekend una volta al mese (escluso agosto) con orario 10.30-18.00

Assenze

Vengono registrate le presenze giornaliere. Ai partecipanti è richiesta la partecipazione a tutti i moduli e a tutte le attività. E’ ammessa, comunque, l’assenza per un massimo del 20% delle ore annuali. Eventuali recuperi potranno essere effettuati partecipando ad altri workshop o corsi organizzati da STC o eventualmente calendarizzati previo accordo con il Direttore Generale della scuola.

ESAMI:

L’esame finale del corso consiste in una sessione di counseling (previa presentazione di una tesi) da svolgersi di fronte alla commissione composta dai Docenti e dal Direttore della scuola.

Sistema di monitoraggio degli apprendimenti e di valutazione intermedio

Durante i 3 anni sono previste verifiche scritte su singoli moduli come momenti di autovalutazione e di monitoraggio degli apprendimenti, l’esposizione/approfondimento dei testi bibliografici nelle giornate di didattica, la presentazione di casi durante la supervisione didattica e la partecipazione a giornate congressuali con eventuale presentazione di relazioni.
E’ previsto un esame scritto al termine del primo anno per accedere all’anno successivo.
Per la valutazione del tirocinio è prevista la presentazione di una relazione iniziale, approvata dal Direttore Generale della scuola e quella di una relazione finale che viene discussa di fronte al supervisore, al responsabile dei tirocini e all’eventuale tutor .

Materiale didattico

Per ogni insegnamento vengono identificati dei testi specifici obbligatori e opzionali, per alcuni moduli verranno elaborati materiali didattici aggiuntivi.

Diploma finale

Al termine del triennio, previa presentazione di una tesi e superamento di un esame finale, verrà rilasciato il DIPLOMA di COUNSELOR PROFESSIONALE BREVE STRATEGICO (Nardone’s Model per certificare i livelli di competenza oltre che esercitare un controllo di quanti asseriscono di rappresentare il nostro Modello nel mondo).

SERVIZI OFFERTI DA STC SUCCESSIVI AL DIPLOMA

Al termine del percorso, coloro che avranno concluso con successo il percorso potranno essere selezionati per diventare Counselor affiliati a Strategic Therapy Center, così da POTER USUFRUIRE DEL SUO BRAND E DEL KNOW HOW.
Inoltre questo gli consentirà di poter:

  • usufruire della pubblicità attraverso le newsletter, i canali web di STC, etc.
  • usufruire di supervisioni gratuite
  • partecipare a vario livello a programmi di ricerca, pubblicazioni, progetti professionali

INVESTIMENTO ECONOMICO

La quota di partecipazione è: 2.700,00 euro +Iva (per ciascuna annualità, senza altri costi aggiuntivi).
E’ possibile rateizzare l’importo con le formule di pagamento dilazionato senza spese aggiuntive evidenziate nel modulo d’iscrizione

L’obiettivo della scuola è di portare i partecipanti a:

  • aver acquisito la metodologia del counseling breve strategico e saper mettere in pratica le nuove abilità;
  • aver migliorato la propria autoefficacia sia in ambito personale che professionale;
  • saper gestire le relazioni in modo strategico per favorire il cambiamento e l’apprendimento
  • promuovere progetti strategici di cambiamento che migliorino la qualità della vita,
  • aver acquisito la capacità di risolvere problemi e di comunicare in modo efficace ed efficiente.
  • aver acquisito le capacità relazionali necessarie per la gestione di un intervento di counseling
  • saper gestire diverse tipologie d’intervento,  grazie ad una concreta ed operativa competenza acquisita
  • conoscere i passi tecnici necessari per avviare e gestire la libera professione nei suoi aspetti deontologici, fiscali, di marketing e di auto promozione.
  • aumentare il benessere nei contesti lavorativi;
  • agevolare la comunicazione all’interno dell’azienda;
  • far crescere la motivazione al lavoro;
  • migliorare la qualità del lavoro in termini di efficacia e di efficienza;
  • offrire sostegno in situazioni conflittuali e di disagio;
  • aumentare la produttività.

Metodologia d’insegnamento

“Al counselor strategico non interessa conoscere le verità profonde
e il perché delle cose,  
ma <come funzionano> e come farle funzionare
nel miglior modo possibile”.  G. Nardone

 

Principio base della Scuola è la metodologia “dell’imparare facendo”, che privilegia l’aspetto esperienziale rispetto a quello teorico in modo da procurare un più veloce apprendimento.

Il corso privilegia quindi l’aspetto applicativo dedicando la maggior parte delle ore  alle  attività pratiche: dalla visione di videoregistrazioni di casi trattati (case study) al lavoro su casi reali portati dai partecipanti, all’applicazione delle strategie di intervento create, senza prescindere in alcun modo dall’indispensabile supporto conoscitivo teorico propedeutico. Tutto ciò in modo da far calare i partecipanti nel vivo di quell’affascinante arte del guidare le persone nei complessi percorsi umani e relazionali mediante “apparentemente” semplici soluzioni.

Le testimonianze dei partecipanti alla Scuola Triennale di Counseling Breve Strategico Professionale

Il Counseling Breve Strategico si rifà al Modello di Problem Solving Strategico e alle sue tecniche di Comunicazione per guidare la persona ad affrontare difficoltà o a raggiungere obiettivi di miglioramento personale nelle relazioni dell’individuo con se stesso, con gli altri e con il mondo.

Nardone Group - Scuola di counseling breve strategico - Professionale ultima modifica: 2017-02-20T14:47:08+00:00 da Redazione STC