Accademia internazionale di:Leadership Strategica Femminile

Accademia internazionale di: Leadership Strategica Femminile


Prendi in considerazione di diventare un leader poiché
come leader potrai cambiare le cose

Sedi del corso : Arezzo

"Non è nelle stelle che è conservato il nostro destino, ma in noi stessi."

Il percorso che ho progettato non è ispirato a nessuna teoria femminista ma nasce dalla consapevolezza che le donne possano fare molto di più per aiutare se stesse. Possiamo diventare ciò che vogliamo, possiamo scegliere, sempre, comunque e con chiunque, smettendo di subire la realtà che ci circonda, trasformando i nostri sogni in decisioni grazie all’acquisizione di nuovi strumenti operativi che permettono di crearsi più agevolmente la vita che desideriamo, senza rinunce, ansia e sensi di colpa.

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PREMESSA

Una scuola di leadership femminile, come ci è venuta in mente?

Dopo aver incontrato centinaia di donne in gamba: professioniste, casalinghe, mamme, figlie e amiche viste in apparenti abiti normali ma con un’indole che farebbe invidia a “Wonder Woman” che cercano di fare tutto al meglio, a volte ci riescono ma con una fatica fisica ed emotiva enorme.

Alcune arrivate come clienti con richieste di aiuto per uscire da quei momenti critici in cui si è obbligati a cambiare, altre come partecipanti ai nostri corsi e scuole.

Tutte loro hanno involontariamente contribuito ponendo domande che ci hanno stimolato a fare ricerca e ad interrogarci sul come avremmo potuto contribuire allo sviluppo di una leadership femminile che si distinguesse per efficacia (capacità di produrre l’effetto e i risultati voluti) ed efficienza (capacità di azione o di produzione con il minimo sforzo: di spesa, di risorse e di tempo impiegati).

Si, perché è da tempo provato, grazie alle numerose ricerche internazionali e ai trent’anni di letteratura sulla leadership (che non citiamo qui solo per questioni di spazio), quanto questa abilità sia fondamentale per ottenere il successo personale e gestire quello aziendale.

Il percorso che ho progettato non è ispirato a nessuna teoria femminista ma nasce dalla consapevolezza che le donne possano fare molto di più per aiutare se stesse. Possiamo diventare ciò che vogliamo, possiamo scegliere, sempre, comunque e con chiunque, smettendo di subire la realtà che ci circonda, trasformando i nostri sogni in decisioni grazie all’acquisizione di nuovi strumenti operativi che permettono di crearsi più agevolmente la vita che desideriamo, senza rinunce, ansia e sensi di colpa.

Come scritto da W. Shakespeare “Non è nelle stelle che è conservato il nostro destino, ma in noi stessi.”

Che cosa viene proposto alle donne aspiranti leader?

“Comportati in modo da aumentare
le tue possibilità di scelta”
 Von Foester

 Come molte di voi, ho seguito moltissimi corsi sulla leadership nei miei 20 anni di lavoro, ho studiato gran parte dei modelli, ho provato ad applicarli, a seguirne uno specifico e mi sono resa conto che per quanto fossero ben strutturati diventavano presto limitanti.

Ad ognuno di loro mancava un pezzo, una parte di competenze che, ancora oggi troppo spesso, vengono definite soft skills ovvero quell’insieme di abilità che aiuta a condurre le persone verso gli scopi prefissati, le  motiva e stimola al massimo le loro performance, permette di definire gli obiettivi e di comunicarli in modo chiaro e preciso a tutti i livelli coinvolti ed infine a risolvere problemi tecnici o di relazioni in tempi ultrarapidi.

Insomma un metodo capace di sbloccare le resistenze, semplificare i processi e sostenere la creazione di nuove realtà, tenendo conto dei fattori umani, sociali e psicologici che influenzano le azioni e le decisioni ben più dei calcoli statistici.

E sono proprio queste le competenze racchiuse nei modelli di comunicazione strategica, di problem solving e coaching Strategico che ho avuto il vantaggio di avere in casa e in azienda, conoscenze evolute sulla natura umana e sulle resistenze al cambiamento, indispensabili per superare in modo diretto ed efficace i miei limiti, i miei autoinganni e le mie credenze spesso disfunzionali.

Moltissimi colleghi hanno constatato, come me, la parzialità dei modelli esistenti e hanno dovuto sperimentare sulla propria pelle le inefficienze, arrivando a costruirsi con molta fatica le loro prassi vincenti. top-manager

Non per caso, si tratta di leadership dove  le competenze di comunicazione strategica e di problem solving sono considerate fondamentali hard skills e non più considerate trasversali.

 

Riporto un esempio, quello di un grande top manager internazionale, l’Ing. Pierluigi Tosato,  trascrivendo testualmente ciò che ha raccontato nel suo libro  “La Montagna Inaccessibile riconfermando quanto scritto sopra.

<Non esiste un modello ideale, ma tutte le aziende eccezionali hanno un determinato tipo di leadership: una leadership che pone l’Uomo e la Conoscenza al centro del progetto e non ricerchi la soddisfazione nichilistica del sé, e quindi sia impresa centrica e non egocentrica; che sappia affrontare sempre la dura realtà, quindi sappia guardare la realtà delle cose dove avvengono e dove spendere il proprio tempo, che favorisca un clima dove si ricerchi la verità, ma non si puniscano i colpevoli; che trasformi l’azienda in un’organizzazione che apprende dai propri errori con la riflessione e l’autocritica incessante e affini continuamente le proprie competenze; che sappia scegliere le persone giuste e sappia trasformarle in una squadra eccezionale; che favorisca la collaborazione, la comunicazione e la propensione a prendere rischi; che sappia semplificare i processi e eliminare quello che non serve a creare valore; che sappia rendere l’azienda resiliente agli shock esterni; che sappia contagiare tutti con il virus della fiducia e della passione; che sappia progettare sogni collettivi e traguardi apparentemente irraggiungibili, che rendano tutti orgogliosi; che sia umile ma abbia la forza di intraprendere la scalata della montagna inaccessibile della perfezione e della Conoscenza.

Come sostiene Maria Cristina Nardone, nel suo libro L’azienda Vincente, la logica quantitativa e statistica ha pervaso la maggioranza delle discipline scientifiche e applicative, così come la scienza del Management, ovvero l’insieme delle discipline che si occupano di migliorare le performance aziendali e organizzative. L’abuso di questa concezione arida e numerica conduce ad aberrazioni ben poco intelligenti e all’azzeramento della considerazione del fattore umano. Il successo si esprime, invece, quando il rigore è coniugato all’inventiva, la sistematicità alla creatività, all’interno di modelli flessibili e adattabili alle differenti caratteristiche di ogni azienda o organizzazione. Non è mai una questione di gerarchie, strutture, strategie, tattiche o sistemi. Le aziende non sono eserciti, dove si comanda con il terrore. Non è l’arte della guerra, per battere un avversario.

È soltanto una questione di persone che cercano di andare oltre i loro limiti umani. È sempre una questione di singoli individui, che all’interno di una organizzazione, cercano di giocare come un collettivo ispirati da un sogno comune. Individui, che hanno il coraggio di essere ispirati e di ispirare gli altri con i sogni, che riescano a scalare la montagna, passo dopo passo, godendosi il viaggio. Il governo basato sull’Uomo significa innanzitutto correggere la propria mente e poi quella degli altri.>

Come recita un aforisma africano  “Se vuoi sfamare un uomo (in questo caso una donna) non dargli un pesce, insegnali a pescare

Ecco come mi è venuto in mente l’apertura della prima Scuola di leadership strategica al femminile,  per insegnare alle donne a gestire tutte le pressioni psicologiche e sociali, trasformare i propri limiti in punti di forza ed aggiungere alle proprie competenze quelle skills specifiche di un Modello sistematico ma non rigido come il problem solving strategico, composto da tecniche di comunicazione persuasoria e straordinari stratagemmi che hanno già ben dimostrato la loro sorprendente efficacia ed efficienza in migliaia di casi, con lo scopo preciso di aiutare le donne ad avere successo nel mondo del lavoro senza rinunciare alla propria identità e con tempi brevi.

Per chiudere la premessa a questo nuovo progetto formativo-esperienziale di Nardone Group, ricordo che per uno strategico, il presupposto fondamentale è la rinuncia a qualsiasi teoria forte che stabilisca a priori la strategia d’intervento. Come direbbe Popper
Ogni teoria razionale, non importa se scientifica o filosofica, è tale nella misura in cui cerca di risolvere determinati problemi

Al leader strategico non interessano le verità profonde o il perché delle cose ma solo “come” farle funzionare nel modo migliore.  La sua prima preoccupazione è quella di adattare le proprie conoscenze alle “realtà” parziali che si trova di volta in volta ad affrontare, mettendo a punto strategie fondate sugli obiettivi da raggiungere e in grado di adattarsi, passo dopo passo, all’evolversi della “realtà” su cui si interviene.

Abbandonando la rassicurante tesi positivista di una conoscenza “scientificamente vera”, nell’intervento strategico ci si occupa, infatti, di individuare i modi più “funzionali” di conoscere e agire, ovvero di condurre l’individuo alla “consapevolezza operativa”.

Dal mio punto di vista il leader moderno dovrebbe essere colui che non obbliga nessuno ma che attraverso i suoi comportamenti, il suo modo di agire e comunicare riesce a meritare la stima degli altri e creare un “mondo” al quale le persone DESIDERINO appartenere.

Sarò onorata di lavorare con ciascuna di voi, insieme alle straordinarie testimonial e a tutti i nostri formatori, per accompagnarvi a costruire nuove realtà desiderate

M. Cristina Nardone

CEO Nardone Group

 (imprenditrice, manager, moglie, madre, formatrice, consulente)

METODOLOGIA DIDATTICA

Dimmelo e io lo dimenticherò,
Fammelo vedere e io lo ricorderò
Lasciamelo fare e io lo imparerò.”
Confucio

Coerentemente con l’imperativo del cibernetico costruttivista Heinz von Foerster che recita “se vuoi vedere impara ad agire”, i nostri programmi procedono dall’esperienza diretta alla competenza operativamodalità dell’imparare facendo, attraverso la quale ognuno di noi ha acquisito nella sua vita le abilità e competenze più evolute. Si alterneranno momenti di sperimentazione personale, riferiti a situazioni “operative reali”, orientati a rendere evidente il funzionamento delle tecniche attraverso la loro applicazione. In tale modo l’allieva prende possesso della capacità di fronteggiare le reali situazioni. Più nel dettaglio, per favorire un processo di apprendimento efficace ed efficiente, si farà ricorso a:

  1. docenze con esperti di management e psicologia strategica, testimonianze di esperti di altre discipline per leggere la leadership da differenti angolazioni e punti di vista.
  2. video riprese per l’auto-osservazione delle esperienze per offrire alle partecipanti, in tempo reale, un feedback concreto e puntuale;

COACHING INDIVIDUALE  Le partecipanti avranno inoltre a disposizione 3 colloqui di coaching individuale con un coach STC, l’obiettivo sarà realizzare un action plan coerente con i propri desideri, sbloccando quei meccanismi mentali che possono impedire il raggiungimento degli obiettivi di cambiamento.

DOCENTI   Molti percorsi offerti, anche dalle più importi scuole internazionali propongono un corpo docenti formato da soli “esperti di teorie”, persone tecnicamente preparate che insegnano ciò che non hanno mai messo in pratica.  I docenti, non solo donne, selezionati da M. Cristina Nardone per la formazione nell’Accademia di Leadership Strategica Femminile sono anche protagonisti dell’imprenditoria, del management, della formazione, della consulenza; specialistici del sapere ma anche esperti del saper fare e del saper far fare. Alcuni scelti grazie a percorsi di formazione selettiva di STC e anni di collaborazioni in campo, che si sono distinti per merito, altri per la loro profonda conoscenza teorica e pratica dei modelli o metodologie di cui sono portatori, tutti per aver dimostrato una straordinaria passione per quello che fanno e una grande capacità di condividerla, qualità che noi di STC riteniamo uniche.

TESTIMONIAL D’ECCELLENZA durante il percorso saranno organizzati degli incontri di Role Model che avranno come protagoniste Donne di successo appartenenti al mondo dell’imprenditoria, della cultura e dello sport, un confronto con esempi concreti di altre donne che rappresentano il “talento al femminile” nelle diverse sfaccettature.

COACHING INDIVIDUALE

Gli allievi vengono guidati, come in ambito clinico, ad acquisire operativamente le diverse Tecniche del Modello attraverso esperienze reali che consentono di trasformare l’apprendimento individuale in una acquisizione che può essere immediatamente trasportata nella realtà operativa di ogni singolo partecipante sperimentandone così la concreta efficacia.

Ciascun partecipante in questo modo viene guidato ad incrementare la propria capacità di osservazione e rilevazione di comportamenti disfunzionali nell’ambito del gruppo di lavoro, per poi attualizzare quanto appreso e farlo diventare acquisizione da trasferire nella realtà organizzativa in cui opera, così da produrre efficaci e significativi cambiamenti.

Destinatari

Imprenditori, Amministratori Delegati, Dirigenti, Direttori Generali, Direttori Risorse Umane,
Direttori di Stabilimento, Direttori Qualità, Project Manager, Formatori, Coach,
Consulenti, Responsabili di Strutture o gruppi, etc.

LA FIGURA DEL LEADER

“È la qualità della leadership, più di ogni altro fattore,
che determina il successo o il fallimento di qualsiasi organizzazione”
(F. Fiedler e M.Chemers)
La parola leadership deriva dal verbo inglese “to lead” che significa guidare, condurre. Possedere la leadership significa saper guidare un gruppo di persone e condurle al raggiungimento di determinati obiettivi.
Un leader è colui che non ha dubbi sugli obiettivi da raggiungere, che sa comunicarli, e lavora insieme ad altre persone per perseguirli.
Il concetto di leadership, dunque, non è legato esclusivamente al ruolo della persona, ma anche alla sua essenza,
alla propria personalità, a ciò che si fa e a come lo fa.
Impartire ordini è assai facile, ma è altrettanto facile che la propria autorità venga messa in discussione se non si è in grado di affermarsi come leader anche agli occhi di chi ci circonda
Serve a poco occupare posizioni di privilegio e responsabilità se non si gode del rispetto degli altri e sarebbe decisamente riduttivo limitare l’immagine del leader ad una persona ben vestita, con una ventiquattrore in pelle e almeno due telefoni cellulari.
Non basta nemmeno essere “masterizzati” o avere 4 lauree, occorre acquisire quelle abilità comunicative, relazionali, di problem solving, quel che viene definito approssimativamente soft skills o marcia in più, che ritroviamo in tanti uomini e donne di successo: poiché studiare e sapere che cos’è la leadership o esercitarla sono due cose ben diverse.

 

GLI STUDI SULLA LEADERSHIP FEMMINILE IN ITALIA

Potremmo vederla in positivo e dire che il soffitto di cristallo a partire dagli anni ’90 si è rotto, che il 17% (fonte Credit Suisse 2014) di quelle che sono arrivate nelle posizioni apicali nelle aziende italiane è un successo ma purtroppo ancora oggi recenti studi dimostrano che la leadership continua ad essere vista, dal punto di vista culturale, come qualcosa che appartiene al genere maschile (Northwestern University 2011) .

scala-leadership-femminileE questo nonostante molte donne abbiano svolto i loro ruoli di top management in maniera egregia e, in tanti casi, con performance al di sopra di quelle maschili. I più importanti studi odierni nel mondo manageriale hanno evidenziato che le donne incontrano ancora tanti tipi di pregiudizi citiamo i due principali:

– sono considerate “meno qualificate” e “meno naturali”, rispetto agli uomini nei ruoli di maggiore comando. Quando per combattere questi pregiudizi, le donne-manager decidono di adottare comportamenti tradizionalmente considerati “maschili” (è usuale che lo facciano), cosi facendo vengono etichettate come “inadeguate”, o addirittura “presuntuose”.

Prendiamo ad esempio, una delle nostre prime ricerche-intervento in questo ambito. Era il 1992 quando,leadership-polizia supportando l’Esercito Italiano nel primo inserimento di DONNE SOLDATO al suo interno, abbiamo rilevato che su 10 prove (fisiche e mentali) alle quali furono sottoposte, le donne raggiungevano performance più alte rispetto agli uomini 8 volte su 10.

Le ragioni dei militari contrari all’accettazione delle donne nell’Esercito sono di due tipi:

  1. Differenze fisiche: alcune questioni di tipo biologico come il ciclo mestruale o la gravidanza sono viste come un impedimento per realizzare il lavoro militare.
  2.  Differenze psicologiche: alcuni militari sostengono che “per il ruolo riproduttivo che la natura le ha delegato, la donna è meno incline alla violenza e soprattutto ad uccidere. D’altra parte, e sempre dentro l’ambito psicologico, molti soldati si sentono in imbarazzo quando devono obbedire ad un superiore donna. (esercito italiano blog 2012)

Insomma per le donne che aspirano a raggiungere posizioni di leader la via esiste ma è costellata di rinunce,  sofferenza, a volte anche umiliazioni per alcune.  Per tutte le altre è  una strada di curve e giri ritorti, sia attesi che inaspettati, di grandi rinunce e troppo spesso del doppio della fatica maschile per essere riconosciute.

COME DIVENTARE UNA DONNA LEADER ?

“I leader sono problem solver per talento,
per temperamento e per scelta personale”
H. Cleveland

In primo luogo vorremmo sfatare il comune pensare al ruolo di leader come destino di pochi eletti dotati, che abbiano in sé capacità innate necessarie a guidare altre persone. Al contrario, la leadership può essere appresa e conquistata come tutte le abilità che abbiamo imparato nella nostra vita.

equilibrio-leadershipNoi lo sappiamo bene avendone supportati centinaia attraverso consulenze, coaching o formazioni individuali.

Certo ciascuna può scegliere di fare pratica di leadership nel proprio quotidiano, sperimentando qua e la, leggendo qualche libro o copiando qualcuno che piace ma, purtroppo questa modalità è la più costosa perché gli errori nel mondo reale si pagano (pagano coloro che li commettono e le altre persone coinvolte). 

Di conseguenza, le donne (e gli uomini) non dovrebbero perdere occasione per farsi supportare con formazione, coaching e mentoring nello sviluppare la propria leadership o nel mantenerla in situazioni risk-free.

Formarsi per raggiungere la vetta è inevitabile, chi non si forma si ferma !

Il programma della Scuola di leadership strategica femminile, dedicato alle donne è stato ideato tenendo conto delle difficoltà specifiche che incontrano nel farsi riconoscere come leader in contesti in cui il modello di leadership prevalente è di impronta maschile.

Capire le regole, linguaggi e riti in uso nel mondo della classica leadership, imparare a utilizzarli a proprio vantaggio o, almeno, a non farsi danneggiare dal non conoscerli è già il primo passo per una carriera meno tortuosa.

Non solo. Riparafrasando le parole di Ghandi, chiunque abbia il desiderio di cambiare il mondo che lo circonda deve essere il primo a cambiare se stesso, a mettersi in gioco, perché essere leader riguarda, soprattutto sé stessi, parte fondamentale del ruolo del capo, infatti, è quella di guida e ispirazione, è ineludibile e non la possiamo trascurare.

Questo ruolo di esempio, il saper trascinare il proprio team è fondamentale, certo non è una novità ma è qualcosa che rimane e rimarrà sempre.

Ad esempio, qualcuna potrebbe pensare che la formazione alla comunicazione non le serva, che occorre solo l’idea giusta, ma chiedetevi, se la vostra idea non sapete comunicarla efficacemente quali risultati otterrete e in quanto tempo ? 

Le organizzazioni possono essere lette come “reti conversazionali” all’interno delle quali “la parola è fonte e strumento di gestione“.Il discorso del capo sia nei suoi aspetti decisori sia in quelli didattici diventa fonte di gestione dei processi operativi e della cultura.Tutti sappiamo che un leader deve saper giocare di anticipo rispetto al mercato. Coinvolgere, persuadere, attraverso i propri linguaggi tutti gli attori, interni ed esterni all’azienda possiamo dire che è esigenza primaria, quella di una sorta di “retorica manageriale“.

Un leader dovrebbe anche aver presente che la cultura di una azienda ed il suo agire evolve in virtù di reali cambiamenti delle persone, per questo oggi creatività e flessibilità non sono più sufficienti. Servono modelli che guidino a gestire il cambiamento, le risorse umane, i loro comportamenti, le emozioni, i problemi di comunicazione e relazione, a pensare in modo differente, queste sono armi fondamentali per rispondere rapidamente ai cambiamenti che ogni azienda è costretta ad affrontare.

Si fa un gran parlare della «capacità di vision» del leader. Certo, ma dal nostro punto di vista dovrebbe avere anche la capacità di diffonderla con chiarezza, avendo precedentemente definito gli obiettivi. Qui entra in gioco l’abilità di problem solving strategico per rilevare i minimi dettagli degli obiettivi e magari il loro frazionamento quando questi sono di estrema complessità, solo successivamente la capacità di comunicare, persuadere, farà la differenza sia sulla percezione diffusa, sia sul tempo che verrà impiegato per diffonderla. Riuscire ad assumere il ruolo di leader, rappresentare un modello da seguire per cui valga la pena di adoperarsi non sono certo aspetti così facili da raggiungere.

leadership-uomo-donnaSono tante le competenze da acquisire: avere una giusta dose di autostima, il carisma, l’organizzazione del tempo, la progettazione,  la valutazione delle risorse, le capacità di problem solving, di delega, di vision, di negoziazione, la capacità di comunicare, di essere assertive, persuasive ma anche quella di fare auto promozione, fare networking,  trovare uno sponsor e pianificare la propria carriera. Inoltre quasi tutte le donne hanno difficoltà a bilanciare vita e lavoro a causa di pesanti carichi familiari e avrebbero un enorme vantaggio a conoscere alcune strategie.

Illudersi che questi problemi non siano importanti solo perché alcune donne li superano brillantemente non è una risposta adeguata. Per avere  numeri significativi di donne in posizioni apicali e nei C.d.A., non si può contare solo sulle eccezioni.

Agisci sempre in modo da aumentare il numero delle scelte.

Sulla base di questa massima, noi vorremmo aiutare le donne a superare alcuni ostacoli tipici che ne frenano l’affermazione all’interno delle organizzazioni e renderle più consapevoli dei propri punti di forza.  In altre parole, contribuire a “livellare il campo di gioco” perché le donne possano davvero competere alla pari, senza dover aspettare le cosiddette “quote rosa”.

PROGRAMMA DIDATTICO / ESPERENZIALE

“Non si può non comunicare” P. Watzlawick

Il programma della Scuola è articolato in aree interdipendenti ed integrate orientate allo sviluppo di esperienze comunicative, relazionali, alla capacità di risolvere situazioni problematiche e decisionali, all’acquisizione di una visione sistemica per incrementare le proprie abilità e la propria flessibilità operativa, per ottenere così una capacità di intervento personale e professionale più efficace ed efficiente.
Tutti sappiamo che in un mondo in sempre più rapida evoluzione, le aziende, le organizzazioni, gli imprenditori e i manager devono reggere il passo con continui cambiamenti strategici. Spesso tale cambiamento viene mancato o non realizzato nella maniera adeguata così l’organizzazione entra in crisi, in altri termini “si ammala”. A questo punto o l’azienda trova nuove efficaci soluzioni in tempi rapidi o è destinata a soccombere. Quindi in uno scenario in cui aziende, imprenditori, manager ed organizzazioni si trovano in modo pressante a dover affrontare e sostenere cambiamenti culturali, a progettare nuovi assetti organizzativi per rispondere a esigenze di mercato che cambiano in continuazione, l’utilizzo di una corretta comunicazione strategica nella sua duplice possibilità, esplicativa e persuasoria, unita alle capacità di Problem Solving e Coaching Strategico, risultano essere gli strumenti fondamentali in ogni ruolo aziendale, per aumentare flessibilità e adattabilità, poiché tali abilità specifiche permettono di superare gli ostacoli, abbattere le resistenze per vincere con successo le sfide emergenti e raggiungere gli obiettivi prefissati.

Per questo il nostro obiettivo è guidare gli allievi a diventare dei Problem Solver Strategici acquisendo operativamente le diverse tecniche attraverso esperienze reali, che consentono di trasformare l’apprendimento individuale in una acquisizione che può essere immediatamente trasportata nella realtà lavorativa di ogni singolo partecipante, sperimentandone così la concreta efficacia.

In tale modo l’allievo prende possesso della capacità di fronteggiare le reali situazioni, imparando a gestire al tempo stesso la strategia, la comunicazione verbale e corporea e la relazione al fine di un più efficace ed efficiente agire professionale.
Inoltre, nella seconda parte del programma didattico, l’allievo apprenderà le tecniche specifiche del Coaching e del self help Strategico conducendolo a “cavalcare la propria tigre” superando tutte quelle barriere, blocchi o limiti personali costruiti dai propri autoinganni, dalle resistenze al cambiamento insito in ogni essere umano, guidando ogni nostro allievo a fine percorso ad una vita non più subita ma completamente gestita.

“Le persone possono dubitare di ciò che dici ma
crederanno a ciò che fai” (L. Cass)

Sedi della Scuola: Arezzo e Milano (gli indirizzi delle sedi verranno comunicate al momento dell’ iscrizione )

Direzione M. Cristina Nardone  e-mail  cristina@problemsolvingstrategico.it

Durata e incontri 28  giornate calendarizzate con cadenza di un weekend al mese (calendari e docenti pubblicati su  www.nardonegroup.org)

Orari di lavoro  Mattino: 10.00 – 13.00   Pomeriggio: 14.00 – 18.00

INFORMAZIONI – REGISTRAZIONI – DOMANDA DI AMMISSIONE
Alla scuola sono ammessi un numero massimo di 18 partecipanti selezionati in base al profilo professionale.  Per potersi iscrivere è necessario inviare una domanda di partecipazione corredata da curriculum vitae e lettera motivazionalevia  mail a   cs@problemsolvingstrategico.it

Soggiorni  Nardone Group ha selezionato B&B e strutture alberghiere convenzionandole a tariffe vantaggiose per i propri iscritti che potranno usufruire di condizioni particolari.

Investimento economico   €. 8.500,00 + iva  (comprensiva del materiale didattico e dei coffe break )

Agevolazioni   possibilità di pagamenti rateizzati  (anche con quote mensili)
* il percorso può essere finanziato con voucher formativi regionali o provinciali e 
attraverso i Fondi Paritetici Interprofessionali, che finanziano piani formativi individuali, aziendali, settoriali e territoriali, che le imprese in forma singola o associata decidono di realizzare.

 Riduzioni 

– 10%   iscrizione pervenuta 90 gg. prima della data di inizio del corso

– 15%   precedente frequenza ai corsi di Nardone Group

– 20%   per ciascuna quota di iscrizione proveniente dalla stessa azienda per  un minimo di 2 partecipanti

Sedi del corso:

Calendari e moduli d’iscrizione

  • 2° Edizione

  • PARTENZA:

    in aggiornamento

  • POSTI LIBERI:

    15

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“I leader sono problem solver per talento, per temperamento e per scelta personale” H. Cleveland

Un leader dovrebbe anche aver presente che la cultura di una azienda ed il suo agire evolve in virtù di reali cambiamenti delle persone, per questo oggi creatività e flessibilità non sono più sufficienti. Servono modelli che guidino a gestire il cambiamento, le risorse umane, i loro comportamenti, le emozioni, i problemi di comunicazione e relazione, a pensare in modo differente, queste sono armi fondamentali per rispondere rapidamente ai cambiamenti che ogni azienda è costretta ad affrontare.

Bibliografia di riferimento

 

Altri percorsi formativi:


 

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  • 10% iscrizione pervenuta 90 gg. prima della data di inizio del corso
  • 15% precedente frequenza ai corsi di Nardone Group S.r.l
  • 20% per ciascuna quota di iscrizione proveniente dalla stessa azienda per  un minimo di 2 partecipanti

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