Come superare la paura del colloquio di assunzione


Come superare la paura del colloquio di assunzione

Continuando il nostro cammino alla conquista di un lavoro, superato il primo ostacolo, ovvero dopo avere attirato l’attenzione del nostro incaricato della selezione del personale con il Curriculum vitae accattivante ed essersi assicurati l’opportunità di un primo colloquio conoscitivo, si presenta l’ostacolo successivo: l’incontro vis-à-vis col presunto futuro datore di lavoro o chicchessia a farne le veci.

La data e l’orario del colloquio sono stati definiti e comunicati via mail, a breve dovremo convincere il nostro interlocutore che quel posto di lavoro è proprio adatto a noi, che nessun altro potrebbe ricoprirlo altrettanto bene quanto noi!

Un gioco da ragazzi…. soprattutto se quel lavoro lo si è svolto per anni e si è acquisita un’esperienza tale da distinguerci o se si è studiato così tanto da poter argomentare e convincere anche un mulo della nostra capacità. A mettere lo zampino e a farci inciampare sulle nostre sicurezze, però, arriva inaspettato un qualcosa di talmente naturale ma altrettanto sconosciuto di nome PAURA.

Giunta inattesa la felice notizia, all’entusiasmo si sostituisce una strana sensazione, un qualcosa che fa trascorrere notti pressoché insonni e che rende agitate le ore che ci separano dal momento fatidico. Esattamente quella stessa sensazione che durante gli anni di scuola annebbiava i giorni prossimi all’interrogazione, sino a rendere pessima l’ esposizione, nonostante ore ed ore di studio stimolato proprio da quella stessa paura.

Sappiamo che la paura non è in sé una condizione patologica per l’organismo, anzi questa è essenziale, è ciò che ci protegge e adatta il nostro corpo ai cambiamenti e agli stimoli esterni attraverso riposte fisiologiche. Se non esistesse la paura, di fronte a stimoli minacciosi, non metteremmo in atto alcun tipo di risposta difensiva:

“L’uomo che non prova mai paura è perduto” (L.F. Céline).

A questo punto, com’è possibile superare la paura di un colloquio di assunzione?

La paura è quindi naturale e ci deve stare, ma, quello che la rende disfunzionale, è il nostro modo di gestirla, razionalizzarla, scacciarla, etc… Ci sono molti modi per cercare di allontanare la paura: evitare, ragionare, chiedere aiuto, cercare di controllare le reazioni fisiologiche legate a questa sensazione. Analizziamoli uno ad uno.

Sulla base dell’ansia generata dalla notizia di un prossimo colloquio di assunzione, potrei pensare di rimandarlo di qualche giorno, credendo che, con un po’ di tempo in più, l’ansia si allenti. Nulla di più sbagliato! Evitare una situazione che ci spaventa ci dà la conferma del fatto che non siamo in grado di affrontarla. Risultato: la paura anziché diminuire aumenta e pure in maniera esponenziale: mi presenterò al colloquio ancora più terrorizzato e agitato!

Oppure, di fronte al timore, vuoi di fare brutta figura di non spiccicare parola o di non essere preso in considerazione e via dicendo, potremmo nei giorni antecedenti l’appuntamento, cominciare a ragionare con l’intenzione sana di ridurre questo stato di preoccupazione: immaginarsi possibili domande, preparare possibili risposte ma così facendo si finisce per entrare in un labirinto senza fine.
La domanda potrebbe essere quella ma potrebbe essere anche differente e d’altro canto la mia risposta potrebbe essere corretta ma potrebbe, pure, essere riformulata in maniera migliore…. così si va avanti all’ infinito ingigantendo all’infinito l’angoscia per la varietà di possibilità che si aprono a dismisura, sino a toccare con mano che niente risulta come si era immaginato.

Non è raro poi il caso della richiesta di aiuto: chiedere alla mamma, all’amica, al fratello di essere accompagnati al colloquio di lavoro diventa un modo per rassicurare se stessi; se qualcosa andrà storto ci sarà subito qualcuno pronto a consolare. Avete pensato che a presentarsi in coppia non si fa proprio una bella figura ? l’idea che si crea di noi è sicuramente quella di persone poco capaci a destreggiarsi in situazioni di difficoltà venendo così scartati dall’anelato posto di lavoro.
A parte questo, che già è tanto, appoggiarsi su qualcuno ha effetti non solo sugli altri ma soprattutto su noi stessi, sapete come? La persona che ci accompagna ci passa inconsapevolmente due messaggi: uno sicuramente positivo: ti aiuto perché ti voglio bene, l’altro più subdolo e nocivo: ti aiuto perché da solo non saresti in grado.
E’ come se ci dicesse io ti sono accanto perché da solo non ce la fai. Effetti catastrofici sull’autostima!
Per finire la reazione più classica e ordinaria, spesso alimentata dal senso comune e dalla cattiva informazione, è quella che spinge a cercare di rilassarsi, a respirare profondamente, a cercare di scacciare il pur minimo sentore di timore.

Sono lì che aspetto il mio turno, il cuore batte forte , le mani divengono fredde ed io comincio a controllare il mio respiro, deve essere calmo, la sudorazione deve scomparire, etc. Chi fa questo non ha ben chiaro una cosa basilare: la mente umana è guidata da un meccanismo paradossale. Più si cerca di allontanare una reazione e più la stessa si alimenta sino a travolgerci come un fiume in piena. Non è un caso che CHI SOFFRE DI ATTACCHI DI PANICO metta in atto sistematicamente questa “tentata soluzione” inadeguata al superamento del momento critico e che proprio questa soluzione sia ciò che contribuisce ad alimentare ed aggravare il problema.
COME UNA MARIONETTA ROTTA CON GLI OCCHI RIVOLTI VERSO L’INTERNO L’ATTENZIONE NON SARÀ PIÙ INDIRIZZATA AL MOMENTO DELLA PRESENTAZIONE DI SÉ MA ALLE REAZIONI CHE DIROMPONO DENTRO, PROPRIO IN VIRTÙ DEL NOSTRO SFORZO DI FRENARLE. Risultato? un attacco di panico seduta stante, lì di fronte al potenziale capo che non lo sarà più.

Ci permettiamo allora, sulla base di quanto esposto, di darVi qualche piccolo suggerimento nei confronti di quella cosa così sconosciuta che è la paura, per evitare di far scomparire le vostre capacità dietro il velo dell’emotività. Come detto la paura è sana, è fisiologica e, se si mantiene a livelli moderati, rappresenta la spinta che ci porta a fare e a migliorare. Per tenerla al di sotto della soglia critica basta lasciarla andare, evitare di combatterla, portarla con sé come l’ombra che, nonostante sia sempre presente, alla fine sparisce dalla vista ed è come se non ci fosse più. E se poi si è ancora agitati di fronte all’interlocutore perché nasconderlo, il nostro punto debole può trasformarsi nel nostro punto di forza. Dichiariamolo!

“Mi sento molto emozionato, mi perdoni se la mia voce sarà bassa e tremante ma sono troppo orgoglioso di essere qui e di parlare con Lei…” o qualsiasi altra formula che vi sia più congeniale.
Sarete voi a scoprire personalmente gli effetti di questa dichiarazione!

E ricordando le parole di Paolo Borsellino:

“E’ normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti.”

Per saperne di più:

L’azienda vincente; M. Cristina Nardone, R. Milanese, R. Prato Previde, Ponte alle Grazie, 2012;
• Problem Solving Strategico da Tasca; Giorgio Nardone, Ponte alle Grazie, 2009.

Come scrivere un curriculum vitae accattivante


Creare Curriculum vitae vincente

Curriculum vitae come strumento di lavoro

Vi ricordate, nel nostro primo articolo vi abbiamo invitato a cogliere la sfida del cambiamento poiché come ben sappiamo non bastano i buoni propositi perché le cose cambino.
Avevamo proposto di darvi qualche strumento concreto per cambiare il modo di agire, per supportare anche coloro che, travolti dal cambiamento vorranno cambiare e realizzare i propri obiettivi.
Nell’invitarvi ancora a partecipare con i vostri commenti o domande, vi lascio con i nostri suggerimenti per scrivere un curriculum vitae accattivante.

Ciò che scriviamo non sono fantasticherie del primo venuto ma il frutto di un rigoroso e ventennale lavoro di ricerca-intervento svolto da ‪Nardone Group‬, che dal 2001 con la sue attività e la sua presenza è diventato il punto di riferimento per l’evoluzione del Problem Solving e della Comunicazione Strategica.

“Nulla è più invisibile dell’ovvio”.

Il primo nostro biglietto da visita nella ricerca di un posto di lavoro è il Curriculum che il più delle volte deve essere inviato attraverso email, come la nuova tecnologia comunicativa ci impone. Chiunque voglia mettersi in gioco nel moderno mondo del lavoro deve passare da lì, ogni offerta di lavoro che sia scritto su giornale o sul web specifica “inviare curriculum all’indirizzo email……..”

Fatta questa premessa pensiamo per un attimo a coloro che si trovano dall’altra parte e che sono incaricati alla selezione del personale, l’imprenditore, un delegato interno o una agenzia di ricerca personale.
Ogni giorno queste persone hanno centinaia di email provenienti da ogni dove e non possiamo essere così ingenui da pensare che possano analizzare nei dettagli tutti i contenuti di quelle mail.

Nella nostra esperienza di selezione del personale, almeno l’80% dei messaggi che abbiamo ricevuto erano inadeguati, ed un buon 50% assolutamente scadenti e poco professionali. Siamo d’accordo che tutti andiamo sempre più di fretta, ma tra comporre un buon e-mail ed uno scadente c’è una differenza di una manciata di secondi. Inoltre Scrivere e-mail efficaci aumenta il valore della Vostra comunicazione, e dà un’immagine positiva e professionale di Voi stessi.
Oscar Wild diceva che “solo i superficiali non giudicano dalle apparenze”, un vecchio motto pubblicitario americano affermava “non avrai nessuna seconda occasione per dare una buona prima impressione”, il che significa che se vogliamo che il vostro curriculum vitae venga preso in considerazione e non scartato a priori la prima cosa da fare è evitare tutte quelle frasi proforma e insignificanti che vengono scritte nell’oggetto della mail atte a promuovere la nostra candidatura.

L’OGGETTO DELLA MAIL È LA SINTESI di ciò che viene proposto è quasi come uno slogan che parla e dice molto di voi, eppure spesso non è che uno spazio lasciato in bianco, oppure riempito con parole del tipo:

  • Invio candidatura (si ma per quale profilo?) – Curriculum vitae per posto di lavoro (quale ?)
  • Invio CV per lavoro – Auto-candidatura ( ?) – Assunzione ( ?) – Risposta annuncio lavoro. ( ?)

L’OGGETTO è il primo elemento che il destinatario vede ancora prima di aprire il messaggio, per questo dovrebbe essere breve (massimo 6-12 parole), contenere il succo del messaggio che il destinatario sta per aprire e dovrebbe invogliare l’utente a continuare a leggere, prima di… cestinarlo.
Eccovi alcuni esempi:

  • Marco Rossi, candidatura event manager, giovane ma esperto, ambizioso ma umile.
  • CV Rosa Rossi, operaia stiratrice in mobilità, precisione ed esperienza.

Bene, dopo aver creato un oggetto che catturi l’attenzione e incuriosisca, passiamo allo step successivo ovvero: IL CORPO DELLA MAIL.

Il saluto è d’obbligo, rivolgerci al destinatario con un saluto adeguato al tono ed al contenuto della comunicazione. Nei messaggi professionali formali, “Egregio Sig. Rossi”, “Gentile Sig.ra Bianchi” o “Buongiorno Sig. Verdi” sono la formula più collaudata.
Nel caso in cui vogliamo rivolgerci ad una ditta e ne conosciamo soltanto l’indirizzo generico di e-mail, senza avere un nominativo preciso, possiamo indicare nella prima riga del testo “All’attenzione del responsabile selezione del personale”. Sappiate che nei casi più estremi un messaggio senza destinatario che obbliga chi lo riceve a impiegare il proprio tempo per capirlo e decidere a chi girarlo, potrebbe anche essere direttamente cancellato.
Nella prima frase o nelle prime due si dovrebbe estendere quanto indicato nell’oggetto, per invogliare ancor di più a leggere attentamente il curriculum vitae allegato. Teniamo bene a mente che “l’abito fa il monaco” quindi prima di firmare la mail, ringraziare chi ci legge per la sua attenzione, chiudere con un “Cordiali saluti” o “Distinti saluti” sarà più che adeguato.

A questo punto passiamo al curriculum vitae da allegare

Rispondiamo a questa domanda: quando dobbiamo interagire con una persona preferiamo vedere con chi abbiamo a che fare o preferiamo scoprirlo all’ultimo momento?
La prima cosa da fare è selezionare una foto carina per poterla inserire nel curriculum vitae. Ovviamente niente di sexy, scabroso, rilassato. Un primo piano sobrio, sorridente ma non troppo, una foto che calzi al profilo al quale ci stiamo candidando. Diamo risalto al volto evitando foto in canottiera ☺ o in costume da bagno!

PER UN CV CON I FIOCCHI CERCHIAMO DI AVERE CHIARO L’OBIETTIVO DA RAGGIUNGERE E L’AZIENDA ALLA QUALE CI STIAMO RIFERENDO. Evitiamo tutte le esperienze lavorative dei quindici anni, anche se per noi hanno avuto un valore importante non lo hanno per chi ci sta selezionando, se queste non calzano o sono in antitesi al ruolo per cui ci stiamo candidando rischiano anche di squalificarci. Cerchiamo di essere semplici ed essenziali, chi ci seleziona non ha tempo!

Infine descriviamo le ”altre capacità personali”, ossia descriviamo chi siamo veramente e ciò che sappiamo ci possa distinguere dagli altri e offrire un valore aggiunto all’azienda o all’imprenditore.
Queste informazioni creano nel selezionatore un’immagine molto chiara, una possibilità in più rispetto ad chi scrive semplicemente :- mi piace leggere e stare in compagnia….

Senza sminuirsi è bene riportare le nostre abilità effettive. Ad esempio, mai dichiarare di parlare un ottimo inglese se poi non si è in grado nemmeno di presentarsi in lingua.

Impaginazione del curriculum vitae

Se usate uno schema preconfezionato come il modello di curriculum viate europeo va bene, ha uno schema ordinato. Ma se scrivete in altri formati (word) stampatelo e osservatelo bene prima di spedirlo, dà un senso di ordine, risaltano le informazioni chiave o al contrario è un testo ininterrotto che sembra più una lettera invece che un curriculum vitae ?
Se la risposta è la due? Miglioriamolo: poiché la forma cambia il contenuto.
Suggeriamo l’uso di un elenco puntato, molto utile se si deve esporre una serie di dati che riguardano quanto si è appena detto. Ad esempio:

Nome e cognome; ………………
Titolo di studio………….
Esperianza professionale…………etc.etc.

CON UN CURRICULUM VITAE COSÌ AVREMO LA SICUREZZA DI OTTENERE UN PRIMO COLLOQUIO?

Beh… di sicuro nella vita non c’è nulla ma almeno impariamo a comportarci “ in modo tale da aumentare le nostre possibilità di scelta” e di essere scelti, questo potrebbe farti raggiungere risultati davvero inaspettati !