Il Counsel Coach Strategico rappresenta l’intervento d’elezione per chi desidera trasformare i propri limiti in talenti. Spesso ci illudiamo che la sola razionalità sia sufficiente a guidare le nostre scelte, ma la realtà ci insegna che la logica ordinaria nulla può contro la forza delle emozioni. Paure sottili e sensazioni disfunzionali agiscono nell’ombra, bloccando decisioni cruciali e sabotando la performance anche nelle più piccole sfide quotidiane.
Il Modello agisce proprio qui: sbloccare quegli automatismi emotivi che la ragione non riesce a scalfire. Lavoriamo sulle incapacità e sulle fragilità prima che si trasformino in problemi cronici, insegnandoti a gestire i limiti per mutarli in risorse straordinarie. È un percorso che demolisce l’illusione del controllo puramente razionale per sostituirlo con una gestione strategica della propria realtà emotiva e comportamentale.
Con il Counsel Coach Strategico non ci si limita a gestire il cambiamento, ma lo si innesca, guidando l’individuo e il team oltre i confini del già noto. Attraverso una sintesi raffinata tra la logica matematica e l’antica saggezza degli stratagemmi, questo approccio si distingue per la sua capacità di agire sul “come” funzionano i problemi, piuttosto che sul “perché” esistano.
L’obiettivo è sbloccare i copioni ridondanti che imprigionano il talento. Che si tratti di affiancare la leadership aziendale nella definizione di una Vision ambiziosa o di supportare la crescita di nuovi talenti,
Sbloccare le performance: Identificare e superare i blocchi emotivi e cognitivi che la logica non riesce a risolvere.
Evolvere la percezione: Sviluppare nuove prospettive per generare soluzioni creative e inaspettate.
Coltivare l’autosviluppo: Fornire strumenti pragmatici affinché ogni persona possa diventare “coach di se stessa”.
Il Counsel Coaching Strategico, sviluppato da M. Cristina Nardone, non è la semplice somma di Counseling e Coaching, né si colloca in un punto intermedio tra i due. La sua identità è definita dalla sua radice epistemologica di derivazione cibernetico-sistemica: è una categoria a sé stante, un PARADIGMA EVOLUTO che trasforma il cambiamento da “speranza” a risultato “inevitabile”.
Il punto di forza di questo metodo risiede nella profonda comprensione dei meccanismi emotivi umani e nella decodifica delle 4 resistenze fondamentali al cambiamento. Sappiamo che ogni sistema (individuo o organizzazione) oppone resistenza in modi specifici: per questo non utilizziamo consigli generici, ma applichiamo “mosse” strategiche mirate e calzate sulla singola resistenza incontrata. Questo rigore metodologico permette di aggirare le barriere emotive e cognitive che bloccano la persona, portando al superamento dei limiti personali e al raggiungimento degli obiettivi in tempi straordinariamente brevi. È qui che il rigore della sua logica-non ordinaria si sposa con l’arte della comunicazione, rendendo il cambiamento un processo inarrestabile, superando i limiti degli altri metodi convenzionali.
Definiamo il nostro approccio una “operazione ingegneristica” perché ogni intervento è preciso e chirurgico. Non ci basiamo su atti improvvisati, ma su una scienza applicata della soluzione che vanta un’efficacia superiore al 95% su oltre 6.000 casi trattati.
Ogni intervento mira alla massima efficacia (soluzione del problema o raggiungimento di un obiettivo) e alla massima efficienza (produrre il risultato nel minor tempo possibile e con la minor fatica e sofferenza per il cliente)
Uscire dal Caos
analisi Comparativa verso altre Metodologie di Counseling-Coaching
In un mercato saturo di metodologie spesso confuse e superficiali, il Counsel Coaching Strategico si impone come una precisa scelta di campo. Ideato e strutturato da M. Cristina Nardone per configurarsi come una vera tecnologia del cambiamento progettato per trasformare l’individuo da soggetto passivo a costruttore attivo della propria realtà.
La denominazione scelta da M. Cristina Nardone è un atto deliberato che dichiara una precisa identità professionale e scientifica:
L’Unione di Counsel & Coach: Il modello risponde in modo integrato a chi cerca contemporaneamente la risoluzione di blocchi emotivi (Counsel) e il raggiungimento di performance elevate (Coach). Risolve il problema di “non riuscire a raggiungere l’obiettivo”.
Il Valore dello “Strategico”: Non è un semplice aggettivo, ma un marchio che distingue il Modello Nardone con la sua tradizione rigorosa di Problem Solving e Comunicazione Strategica. È il passaggio dalla logica ordinaria alla logica del risultato.
Scienza, non Suggestione: Ogni intervento è un’operazione chirurgica basata su un fondamento scientifico-applicativo. Con un’efficacia superiore al 95%, il metodo garantisce che il cambiamento non sia una speranza, ma un esito inevitabile del processo.
Il cuore del lavoro di M. Cristina Nardone risiede nella profonda conoscenza dei meccanismi emotivi umani. Spesso ci illudiamo che la sola razionalità basti a governare la nostra vita, ma la realtà ci insegna che la logica ordinaria nulla può contro la forza delle sensazioni disfunzionali.
Il Counsel Coaching Strategico agisce dove gli altri metodi si fermano:
Le 4 Resistenze al Cambiamento: Abbiamo decodificato i modi specifici in cui ogni sistema (persona o azienda) oppone resistenza. Per ognuna di esse, applichiamo “mosse” strategiche mirate che scavalcano il blocco senza bisogno di lunghe analisi del passato.
Dal “Perché” al “Come”: Mentre i modelli convenzionali scavano nelle cause remote, noi ci concentriamo su come il problema funziona nel presente. Interrompere le “Tentate Soluzioni Ridondanti” è la chiave di volta per smantellare il problema e liberare il talento.
Logica Non-Ordinaria: Utilizziamo stratagemmi, paradossi e forme di comunicazione persuasoria per indurre una esperienza emozionale correttiva. Solo quando la persona “sente” che può fare diversamente, la sua mente si adegua, rendendo il cambiamento immediato e duraturo.
L’obiettivo finale del metodo non è creare dipendenza dal professionista, ma rendere il cliente artefice di ciò che costruisce. Attraverso un percorso che armonizza la risoluzione dei blocchi e il potenziamento delle risorse, il Counsel Coach Strategico trasferisce al cliente una vera consapevolezza operativa: la capacità pratica di gestire le proprie fragilità trasformandole in punti di forza.
Sezione 1: Le Discipline Fondamentali: DELINIARE COUNSELING E COACHING
Per comprendere appieno l’unicità del Counsel Coaching Strategico, è indispensabile stabilire una chiara definizione delle due discipline da cui trae nominalmente spunto, delineandone i confini, gli obiettivi e gli strumenti secondo le accezioni più comuni.
1.1 IL DOMINIO DEL COUNSELING: Focus sul Benessere e la Risoluzione dei Problemi
Il Counseling, nella sua concezione generale, si definisce come un processo di supporto volto ad aiutare gli individui a superare difficoltà presenti, a gestire momenti di transizione o a risolvere blocchi emotivi che compromettono la loro qualità di vita. L’attenzione è primariamente rivolta al ad una problematica specifica, spesso esplorandone le radici nel passato recente per facilitarne la comprensione e la risoluzione. Gli strumenti cardine del counselor includono l’accoglienza, l’empatia, l’ascolto attivo e l’accettazione incondizionata, al fine di creare uno spazio sicuro in cui il cliente possa esplorare se stesso e mobilitare le proprie risorse interne. L’obiettivo non è tanto fornire soluzioni, quanto creare le condizioni affinché il cliente possa trovare le proprie.
All’interno del framework strategico, tuttavia, la componente “Counseling” subisce una radicale trasfigurazione. M. Cristina Nardone non la interpreta come un mero supporto empatico, ma come la “facilitazione del cambiamento richiesto per la soluzione di problemi”.
L’approccio strategico si disinteressa delle “verità profonde” e del “perché” un problema esista; la sua indagine è squisitamente funzionale e pragmatica. Al counselor strategico interessa “come funziona” il problema nel presente e “come farlo funzionare nel miglior modo possibile”.
Questa prospettiva sposta il focus dall’esplorazione alla risoluzione, dalla comprensione all’azione, prefigurando già una divergenza sostanziale rispetto all’approccio tradizionale.
1.2 IL DOMINIO DEL COACHING : Focus sulla Performance e sul Raggiungimento Futuro
Il Coaching, d’altra parte, affonda le sue radici nel mondo dello sport, nascendo come una metodologia per allenare e migliorare la performance degli atleti. Questa origine ne definisce la natura intrinsecamente pragmatica, proattiva e orientata al futuro. Il ruolo del coach è quello di supportare il cliente (coachee) nel chiarire i propri obiettivi, nello sbloccare il potenziale inespresso e nel definire un piano d’azione concreto per raggiungere i risultati desiderati. Il focus è sul passaggio da uno stato attuale a uno stato futuro desiderato, lavorando sulle competenze, sulle risorse e sulla motivazione.
La visione di M. Cristina Nardone sul Coaching è allineata a questa definizione generale: esso “allena il Cliente a chiarire i propri obiettivi e a trovare risorse e abilità per raggiungerli e conquistare autostima ed eccellenza“. Anche in questo caso, però, il modello strategico non si limita ad adottare questa cornice, ma la potenzia e la ridefinisce attraverso l’innesto delle sue tecnologie specifiche, come verrà approfondito nelle sezioni successive.
L’esistenza stessa del modello di Counsel Coaching Strategico e la sua enfasi su pragmatismo, rapidità ed efficacia costituiscono un’implicita critica ai limiti delle discipline tradizionali. Dal punto di vista strategico, un approccio di Counseling tradizionale, pur essendo di supporto, potrebbe rivelarsi insufficiente se privo di una tecnologia strutturata e rigorosa per produrre attivamente il cambiamento. Potrebbe rimanere bloccato nell’esplorazione del “perché” del problema senza disporre di una strategia precisa per smantellarne il funzionamento.
Allo stesso modo, un approccio di Coaching tradizionale potrebbe risultare superficiale o inefficace se ignora i pattern disfunzionali e i blocchi emotivi sottostanti che, di fatto, impediscono il raggiungimento degli obiettivi. Il modello strategico si fonda sulla premessa che il fallimento nel raggiungere un obiettivo spesso non è dovuto a una mancanza di volontà o di risorse, ma alla persistenza di “tentate soluzioni ridondanti” che sabotano lo sforzo.5
Un coach tradizionale che si concentra solo sul futuro potrebbe non riuscire a incidere su questi schemi autoperpetuanti. Il Counsel Coaching Strategico si posiziona quindi come la sintesi necessaria: utilizza il potente motore del problem-solving strategico (la parte “Counsel”) per eliminare i blocchi e liberare la strada, permettendo così un efficace potenziamento della performance (la parte “Coach“). In sostanza, risolve il problema di non riuscire a risolvere il problema o di non riuscire a raggiungere l’obiettivo.
Per comprendere la divergenza radicale del COUNSEL COACHING STRATEGICO, è necessario analizzare il suo DNA intellettuale, ovvero l’epistemologia che ne informa ogni aspetto. Il termine “Strategico” non è un semplice aggettivo, ma il fondamento di un intero modo di concepire la realtà, i problemi e il cambiamento.
2.1 LIGNAGGIO TEORICO STORICO
Il Modello Strategico non nasce dal nulla, ma è l’evoluzione moderna di una ricca tradizione di pensiero. Le sue radici affondano primariamente nel lavoro del Mental Research Institute (MRI) di Palo Alto, California, e nelle teorie sistemiche e cibernetiche di pensatori come Gregory Bateson e Paul Watzlawick.
Da questo filone, il modello eredita una visione della realtà come costruzione interattiva e dei problemi non come entità isolate, ma come equilibri disfunzionali all’interno di un sistema (individuo, famiglia, azienda).
A questa base scientifica moderna, il modello unisce la saggezza di due tradizioni antiche: l‘arte della retorica dei sofisti greci e l’arte cinese dello stratagemma. Entrambe condividono un approccio pragmatico focalizzato sull’ottenere un risultato attraverso mezzi non lineari, persuasori e talvolta paradossali, aggirando la resistenza attraverso l’astuzia e la flessibilità.
Questa sintesi è stata formalizzata e trasformata in una moderna tecnologia di intervento da Giorgio Nardone, (fratello di M. Cristina) che ha sviluppato il modello della “Terapia Breve Strategica”. È su queste solide fondamenta che M. Cristina Nardone ha costruito il suo specifico modello di Counsel Coaching Strategico, adattandolo e specializzandolo per i contesti non clinici.
Il modello si avvale di due strumenti operativi principali, che funzionano in simbiosi come “due facce della stessa medaglia”.
Il Problem Solving Strategico
Questa non è una semplice tecnica di risoluzione dei problemi, ma un modello rigoroso e al contempo flessibile per concettualizzare e risolvere qualunque tipo di difficoltà.
La sua applicazione si basa su alcuni principi cardine:
● Spostamento di Paradigma: L’analisi si sposta da una logica causale-lineare (“Perché esiste questo problema?”) a una logica funzionale-circolare (“Come funziona e persiste questo problema, qui e ora?”). Il professionista strategico non è un archeologo del passato che scava alla ricerca delle cause remote, ma un ingegnere del presente che interviene sui meccanismi che mantengono in vita il problema.
● La “Tentata Soluzione Ridondante”: Questo è il concetto diagnostico e operativo centrale del modello. La “tentata soluzione” è tutto ciò che la persona o il sistema mette in atto nel tentativo di risolvere il problema. Paradossalmente, è proprio la ripetizione di questi tentativi fallimentari a mantenere, e spesso a peggiorare, la situazione che vorrebbero risolvere. Identificare e interrompere queste “tentate soluzioni” è la chiave di volta dell’intervento.
● Logica Non Ordinaria: Per aggirare la resistenza al cambiamento, che è spesso basata su una logica razionale e lineare, il modello impiega stratagemmi basati su una logica non ordinaria (paradossale, contro-intuitiva). Tecniche come “chiedere di peggiorare” (il cliente, nel cercare di immaginare come peggiorare la situazione, scopre involontariamente cosa la mantiene e come evitarlo) o “prescrivere il sintomo” (ordinare al cliente di mettere in atto volontariamente il comportamento problematico, facendogliene perdere il controllo involontario) sono progettate per creare una “esperienza emozionale correttiva”. Questa è un’esperienza concreta che smentisce la percezione disfunzionale del cliente e apre la strada a nuove reazioni e comportamenti.
La Comunicazione e il Dialogo Strategico performativo
Il processo di problem-solving è inestricabilmente legato a una forma di comunicazione sofisticata e finalizzata, il “Dialogo Strategico Performativo”.
Questo non è un semplice colloquio, ma una tecnica avanzata per condurre un’interazione capace di indurre cambiamenti radicali.
● Un Processo “ad Imbuto”: Il dialogo è strutturato come un imbuto. Si parte da domande ampie per poi stringere progressivamente il campo, utilizzando una sequenza di domande strategiche che guidano l’interlocutore a “scoprire” nuove prospettive e soluzioni come se fossero una sua autonoma conquista.
● Linguaggio Evocativo e Persuasorio: La comunicazione strategica fa un uso massiccio di parafrasi ristrutturanti, analogie, aforismi e metafore. Questi strumenti non servono a spiegare razionalmente, ma a “evocare sensazioni” e a ristrutturare la percezione della realtà del cliente, rendendo il cambiamento un’esperienza non solo possibile, ma naturale e desiderabile. L’obiettivo non è convincere, ma persuadere attraverso l’esperienza, rendendo il cambiamento prefissato “inevitabile”.
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L’epistemologia del modello Nardone si fonda su un principio radicalmente pragmatico e costruttivista, che inverte la massima tradizionale “conoscere per cambiare”. Il modello opera secondo il principio del “cambiare per conoscere”. L’azione e l’esperienza vissuta hanno la priorità sull’insight cognitivo. Le tecniche strategiche non sono progettate per fornire al cliente una comprensione intellettuale illuminante delle proprie dinamiche, ma per indurlo a compiere un’azione o a vivere un’esperienza che contraddica concretamente la sua realtà problematica.
Ad esempio, UN MANAGER PARALIZZATO DALLA PAURA DI SBAGLIARE non riceve un’analisi delle sue insicurezze infantili, ma viene guidato attraverso un dialogo o una prescrizione comportamentale a vivere una “esperienza emozionale correttiva”. Potrebbe essergli chiesto di commettere deliberatamente un piccolo errore controllato, scoprendo che le conseguenze non sono catastrofiche e che l’ansia anticipatoria era il vero problema.
Questa nuova esperienza diventa il dato di fatto che forza una ristrutturazione cognitiva ed emotiva. Il cliente sa che le cose possono essere diverse perché ha appena fatto o sentito qualcosa di diverso. La conoscenza, quindi, non è il prerequisito del cambiamento, ma la sua diretta conseguenza
Il Counsel Coaching Strategico è esplicitamente attribuito all’ideazione di M. Cristina Nardone. Il suo contributo distintivo risiede nell’aver preso le potenti tecnologie del Modello Strategico, spesso nate e perfezionate in ambito clinico, e nell’averle adattate, raffinate e sistematizzate per un’ampia gamma di contesti organizzativi e di sviluppo personale: dal mondo aziendale alla leadership, dalla performance individuale alla gestione dei team.
Il suo modello si distingue per un’enfasi particolare su tecniche “Action oriented” (orientate all’azione), per la sua flessibilità e per una natura intrinsecamente auto-correttiva, capace di adattarsi dinamicamente alla specifica realtà alla quale viene applicato.
Questa è l’essenza operativa del modello. Non si tratta di applicare prima il Counseling e poi il Coaching in modo sequenziale. È una fusione integrata in cui la componente “Counseling”, armata degli strumenti del Problem Solving Strategico, interviene per rimuovere i blocchi, sradicare le “tentate soluzioni” e ristrutturare le percezioni disfunzionali. Contemporaneamente, la componente “Coaching” utilizza il dialogo strategico per canalizzare le risorse liberate e l’energia ritrovata verso la definizione e il raggiungimento di obiettivi concreti e sfidanti.
Questo processo non è lineare, ma circolare e sinergico, una “danza comunicativa” 6 in cui affrontare il blocco è il primo passo per raggiungere l’obiettivo, e la definizione chiara dell’obiettivo fornisce la direzione e la leva motivazionale per risolvere il problema. L’esito finale di questo processo è lo sviluppo nel cliente di una “consapevolezza operativa”.
Questo concetto va oltre la semplice auto-consapevolezza introspettiva; indica una capacità pratica, applicabile nel momento, di percepire la realtà in modo funzionale e di agire efficacemente per gestirla e costruirla, trasformando i propri limiti in risorse.
Il ruolo del Counsel Coach Strategico si discosta nettamente da quello del counselor tradizionale o del coach motivazionale. Non è un ascoltatore passivo né un semplice “allenatore”. È un architetto pragmatico del cambiamento, una guida attiva e direttiva che utilizza una tecnologia precisa per raggiungere un risultato concordato.
Il suo focus, come già sottolineato, non è sul “perché” delle cose, ma sul “come funzionano” e su come farle funzionare meglio.14 L’arte del professionista strategico consiste nel rendere il cliente “artefice di ciò che costruisce e gestisce, invece che vittima di ciò che costruisce e subisce”.5 L’intervento non si limita a risolvere il problema contingente, ma mira a trasferire al cliente gli strumenti stessi del cambiamento, emancipandolo e rendendolo capace di affrontare le sfide future con una nuova competenza.
In questa prospettiva, il modello di Counsel Coaching Strategico si rivela essere, nella sua essenza, un modello educativo mascherato da professione d’aiuto. La sua finalità ultima non è creare una dipendenza dal professionista, ma, al contrario, renderlo ridondante. La missione dichiarata è insegnare alle persone a passare da una realtà subita a una realtà costruita e gestita 5, un obiettivo intrinsecamente pedagogico. I percorsi formativi sono esplicitamente progettati per creare “persone strategiche” e per insegnare loro ad applicare gli strumenti su se stessi, attraverso un “self help strategico”. La promessa fatta al cliente non è solo la risoluzione del problema attuale, ma la fornitura di “strumenti concreti operativi” per il futuro, dotandolo di strategie e abitudini per migliorare autonomamente.
Un intervento di successo, quindi, non solo risolve la difficoltà presentata, ma produce un effetto di secondo ordine: “vaccina” il cliente contro problemi futuri simili, modificando il suo sistema operativo di base per percepire e reagire alla realtà. Il cliente non riceve solo un pesce, ma impara a pescare, strategicamente.
Per cristallizzare le distinzioni fin qui emerse, questa sezione offre un confronto diretto e sistematico tra i tre approcci attraverso una tabella comparativa, seguita da un’elaborazione narrativa che approfondisce i punti chiave.
La tabella evidenzia differenze strutturali, non solo di sfumatura. L’approccio del Counseling tradizionale si basa su una relazione di supporto in cui il cambiamento emerge organicamente dal cliente. Il professionista crea le condizioni, ma non “ingegnerizza” il processo. Il Coaching tradizionale, pur essendo più direttivo, si concentra primariamente sulla mobilitazione di risorse e volontà già esistenti, lavorando a un livello prevalentemente comportamentale e motivazionale.
Il Counsel Coaching Strategico si colloca su un piano differente. Il suo presupposto è che spesso la volontà e le risorse sono bloccate da percezioni e reazioni disfunzionali che il cliente non può superare con la sola logica ordinaria. Pertanto, l’intervento non è solo di supporto o di motivazione, ma è un’operazione strategica mirata a smantellare la struttura del problema.
Mentre un counselor potrebbe esplorare empaticamente la paura di parlare in pubblico di un manager, e un coach potrebbe stabilire un piano d’azione graduale per aumentare le sue esposizioni, un Counsel Coach Strategico indagherebbe su cosa fa il manager per cercare di gestire la sua ansia (le “tentate soluzioni”: iper-preparazione, evitamento, auto-dialogo negativo) e prescriverebbe una manovra paradossale (es. “prima di ogni presentazione, passi cinque minuti a pensare volontariamente a tutti i peggiori scenari possibili”) per interrompere il circolo vizioso e creare una nuova esperienza percettiva. L’ascolto del professionista strategico non è solo empatico, è diagnostico; le sue domande non sono solo esplorative, sono leve progettate per ristrutturare la realtà dell’interlocutore.
In sintesi, se il Counseling aiuta a “sentirsi meglio” riguardo a un problema e il Coaching aiuta a “fare meglio” nonostante un problema, il Counsel Coaching Strategico mira a “FUNZIONARE MEGLIO” DISSOLVENDO LA STRUTTURA STESSA DEL PROBLEMA, rendendo così il “sentirsi” e il “fare” una conseguenza inevitabile.
La forza del modello risiede nella sua natura: non si focalizza sui contenuti specifici, ma sui processi disfunzionali. . Il modello non è confinato a un singolo settore, ma si applica a qualsiasi situazione in cui un sistema umano (individuale o collettivo) è bloccato in un equilibrio disfunzionale.
Il modello è applicabile trasversalmente perché interviene sulla struttura del problema, non sulla sua “storia”. È indicato ogni volta che un individuo o un’organizzazione percepisce bloccato, con una sensazione di stallo (“stuck”) intrappolato in un circolo vizioso.
Gli ambiti di intervento sono molteplici e variegati:
Ambito Personale: Gestione di cambiamenti di vita, aumento dell’autostima, superamento di blocchi emotivi.
Ambito Professionale e Manageriale: Sviluppo della leadership, gestione di collaboratori, presa di decisioni complesse, career coaching. Per Manager e imprenditori in crisi, che hanno perso la visione strategica o che faticano a prendere decisioni.
Contesti Specifici: il modello è stato declinato anche per settori particolari come quello educativo e sanitario, testimoniato anche da pubblicazioni quali “L’Infermiere Strategico”.
Bibliografia per approfondimenti
La differenza tra il coaching ed il counseling – Serenis, https://www.serenis.it/articoli/differenza-tra-coaching-e-counseling/
Differenze tra coaching, counseling, psicoterapia. – GuidaPsicologi.it, https://www.guidapsicologi.it/articoli/differenze-tra-coaching-counseling-psicoterapia
COUNSELOR, COACH E PSICOLOGO: Che differenze ci sono tra le figure che promuovono il benessere in azienda? – ASAP ITALIA, , https://www.asapitalia.com/it/psicologia-del-lavoro/275-counselor-coach-e-psicologo-che-differenze-ci-sono-tra-le-figure-che-promuovono-il-benessere-in-azienda
COUNSEL COACHING STRATEGICO – Futuro & Innovazione, https://futuroeinnovazione.com/counsel-coaching-strategico/
Coaching e Counseling: la psicologia umanista e positiva al servizio dell’uomo e dell’azienda – INCOACHING, accesso eseguito il giorno agosto 25, 2025, https://www.incoaching.it/coaching-e-counseling-la-psicologia-umanista-e-positiva-al-servizio-delluomo-e-dellazienda/
Risolvere problemi e gestire il cambiamento – RE: M. Cristina Nardone – YouTube, https://www.youtube.com/watch?v=CIH5P0no4w8
Coaching strategico – Nardone Group, , https://www.nardonegroup.org/coaching-strategico/
Una sessione di Counsel Coaching Strategico in diretta con Paolo Vocca – YouTube https://www.youtube.com/watch?v=yHp240HXnFU
“Il Modello di Cristina Nardone mi ha trasformato la vita”: Stefania racconta il suo cambiamento – https://www.youtube.com/watch?v=ZzqwwkZp4-A
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