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Perchè le coppie litigano

Perché le coppie litigano? in gran parte per incomprensioni, per incapacità di comunicare costruttivamente, il più delle volte si alzano “muri”, barriere, distanze, invece che finestre!

Si rivolgono a noi persone che raccontano problemi, litigi, urla, tradimenti, gelosie, minacce… ebbene, molto spesso questi non sono i motivi principali delle loro crisi di coppia!

Certo, una buona dose di situazioni estreme, per non dire drastiche ci arriva, ma il primo posto in fatto di problemi di coppia che un Consulente Strategico si trova ad affrontare va a un’altra categoria: i PROBLEMI di COMUNIC-AZIONE!!

In realtà, quando una coppia arriva da te, difficilmente esordisce dicendo: “mio marito ed io abbiamo un problema di comunicazione”.

Al massimo, benché comunque rara, è più probabile un’affermazione del tipo: “mio marito ha un problema di comunicazione”. E se non fosse non sono gli uomini, ma le donne, ad essere più sensibili e inclini a rivolgersi a un Consulente, potremmo pensare a un’ulteriore introduzione del tipo: “non so più che fare, mia moglie ha un problema“.

La verità, come spiegato molte volte nelle mie live facebook, l’importanza decisiva di definire i propri obiettivi e saperli comunicare nella coppia, ancora più decisiva è la capacità di saper DEFINIRE esattamente il proprio problema.

Compito, questo, che spetta a noi Consulenti strategici quando accompagniamo le persone a cambiare 🙂

Dopotutto, se sapessimo con precisione qual è il nostro problema (attenzione: non le sue cause, ma il suo funzionamento) sarebbe molto più facile poterlo risolvere, no?

«Cosa centra questo con la comunicazione di coppia?»

Come detto il problema nelle coppie spesso è proprio una comunicazione problematica o addirittura disturbata e disfunzionale, problema che però non viene visto: vengono viste le urla, gli strilli, le minacce, le fughe, lo stress, la mancanza di sesso… Eppure è qualcos’altro che produce questi problemi.

«Come lo so?»

Lo so grazie alle soluzioni che hanno funzionato in migliaia di casi. Il nostro “Metodo breve Strategico” non è un guizzo di ingegno notturno ma il frutto di una ventennale ricerca intervento che ha reso possibile la strutturazione delle sue tecniche e dei suoi specifici protocolli di soluzioni 🙂

«Cioè?»

Vedere diverse coppie ti permette di comprendere velocemente quali possano essere le problematiche sottostanti. Nessuno, però, ha la palla di vetro: d’altronde ogni coppia è a sé.

Quando però vedo una coppia che, in base alle mie competenze ed esperienze, ha una difficoltà che riguarda principalmente il modo in cui comunica (posto che, come detto, ci sono coppie che hanno altri tipi di problemi), la cosa che faccio è aiutarla a cambiare punti di osservazione di realtà, a cambiare il modo di percepire, a gestire le emozioni invece che subirle, dandogli delle indicazioni precise, dei compiti semplici (apparentemente) per ristabilire in breve tempo la comunicazione funzionale tra loro.

Se il problema è effettivamente quello, già dal primo incontro ci sarà un miglioramento notevole, a volte addirittura una completa risoluzione, e nella maggioranza dei casi in poche sessioni (mediamente 3 o 4) il problema diverrà solo un vecchio ricordo: la nuova comunicazione funzionale è stata ristabilita e la coppia riesce ad affrontare insieme problemi, difficoltà, sfide e nuovi impegni 🙂

Ecco perché “la soluzione spiega il problema”: se si tratta di un problema di comunicazione, andando fin da subito a ristabilire dei ponti comunicativi sani e funzionali, la coppia risolverà nel giro di pochissimo i propri problemi, anche quelli “secondari” per i quali si era presentata originariamente da me.

Ma se il problema è spesso la comunicazione, cosa si può iniziare a fare da subito?

Mettiamola così: se il problema comunicativo è uno di quelli granitici, che dura da tempo, o che magari è rapidamente diventato aspro e conflittuale, allora è probabile che la coppia possa avere poche risorse per risolverlo da sola. Bisogna essere onesti: questo potrebbe essere uno di quei casi in cui è di aiuto uno psicologo.

Ma se il problema è all’inizio, o se magari non è nemmeno ancora un problema, alcuni suggerimenti di comunicazione efficace per la coppia possono funzionare.

Vediamo in particolare 4 comunicazioni da evitare descritti anche nel libro di mio fratello “Correggimi se sbaglio” affinché non si generino veri e propri conflitti

  1. Te l’avevo detto!”. A chi piace sentirselo dire? A nessuno. Tutti possiamo sbagliare, e a molti capita di farlo più di una volta. Ma ciò che è peggio è quando qualcuno ci ricorda che ci aveva messo in guardia dal possibile errore: così non solo ci sentiremo stupidi per aver sbagliato, ma anche perché eravamo stati avvertiti in partenza! Se un “Te l’avevo detto!” a volte scappa, e altre volte, diciamolo, ‘ci sta tutto’, riflettiamo sul fatto che, in realtà, dirlo non cambierà le cose e, anzi, probabilmente farà solo arrabbiare ulteriormente chi se lo sente dire.
  2. “Lo faccio solo per te”. Quante cose facciamo solo per lui o per lei? Insomma, non è che ambissimo proprio a stare in casa la domenica con la TV sul derby, o ad andare al cinema per vedere Sex & The City 2, ma l’abbiamo fatto… per lui/lei. Il problema è quando rinfacciamo all’altro di averlo fatto “solo per lui”. A quel punto l’altruismo diviene strumentale, il sacrificio è demagogico, la buona volontà è subdola. Nessuno può esserci grato se, dopo avergli fatto un favore, glielo facciamo pesare. Peraltro, a chi ci risponde: “Beh allora non farlo più, se ti pesa tanto”, potremmo dire “Ah bene, è questa la tua gratitudine!”, facendolo impazzire ancora di più in una rete comunicativa paradossale.
  3. “Lascia, faccio io”. Ancora una volta andiamo a colpire l’errore di qualcuno, ma preventivamente. Se con un bambino è già più giustificabile un atteggiamento del genere (e non sempre, comunque, perché i bambini devono poter imparare dai loro errori, anziché avere sempre qualcuno che li previene), un adulto si sentirà umiliato da chi non gli permette di fare le cose a modo suo, per quanto possano apparirci sbagliate. E seppure la nostra potrebbe essere una buona intenzione, ai suoi occhi (e ai suoi sentimenti) non lo è affatto.
  4. Puntualizzare, recriminare, rinfacciare, predicare, biasimare. Questi sono tutta una serie di ingredienti velenosi, come li chiama Giorgio Nardone, che non fanno altro che inacidire le comunicazioni e virarle verso la frustrazione e il disprezzo – di certo non verso la stima reciproca e l’amore rispettoso. Possono scappare, sia chiaro, ma stare attenti a evitarli, affinché non punteggino la maggioranza delle vostre conversazioni, è un ottimo allenamento per una comunicazione felice.

Quando tengo corsi di comunicazione, che siano per professionisti o aperti al pubblico, sottolineo sempre un punto fondamentale: la Comunicazione è come qualunque altra attività, per apprenderla con efficacia occorre studiarla e poi allenarla.

Non ci vogliono anni, sia chiaro, ma nemmeno soltanto 2 giorni

Per approfondire:
Gulotta, G. (1997). Commedie e drammi nel matrimonio. Milano: Feltrinelli.
Nardone, G. (2005). Correggimi se sbaglio. Strategie comunicative per appianare i conflitti nelle relazioni di coppia. Milano: Ponte alle Grazie.

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