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#NardoneLiveFacebook: libere professioni e l’incertezza del futuro, come gestirla

In questo terzo incontro abbiamo affrontato il tema delle libere professioni, l’incertezza del futuro e come gestirla.

Ospite dell’incontro Antonio SORRENTO, Presidente dell’associazione PIN – Partite Iva Nazionali.

Abbiamo scoperto che ne fanno parte all’associazione circa 40.000 iscritti e diventa una necessità che i titolari della partita iva in Italia siano rappresentati da un’unica associazione.

Il primo elemento emerso nella discussione è stato quello della tassazione dei titolari di partita iva (micro-imprese, singoli professionisti) è circa il 60- 64% del fatturato.

L’idea di costituire l’associazione PIN nasce da un gruppo Facebook chiamato “Partite Iva Incazzate” che si era costituito per dare voce al malcontento generale di tanti operatori del terziario ma anche di tanti artigiani che non riuscivano più a reggere il peso di una condizione insostenibile che stavo letteralmente strozzando le piccole imprese e che soprattutto in questo momento storico hanno bisogno di aiuto concreto.

Molti titolari già all’inizio del 2020 non riuscivano a pagare le tasse, alcuni addirittura arrivano ai comportamenti estremi, lo stesso Stato creava la legge “anti-suicidio” per evitare tale fenomeno. L’arrivo della pandemia a marzo ha peggiorato la situazione economica…

La risposta del governo in questa situazione di emergenza sanitaria è stato il contributo ecomico di 600 euro per partita iva mentre sappiamo che molti dei titolari con questa somma non riescono a pagare nemmeno l’affitto mensile della propria attività.

La burocrazia statale, la disinformazione, lo stato emotivo, la mancanza di liquidità e la mancanza della tutela da parte dello stato rischiano di diventare un problema sociale serio per i titoli di partita iva che rappresentano il 96% dell’imprese Italiana.

Le aziende hanno poca liquidità da un lato mentre lo stato richiede di pagare le tasse e/o offre all’emergenza aiuti poco funzionali come il “credito d’imposta”, utile alla media-grande azienda, mentre molte piccole aziende stanno chiudendo perché non ce la fanno a sostenere i costi. Il numero delle partite iva all’inizio dell’anno era circa 4.500.000 mentre oggi siamo quasi un milione in meno.

Cosa fare?

  •  Informarsi sui diritti e chiedere ai professionisti che conoscono lo status dell’azienda (commercialisti, consulenti di lavoro ecc..) sulle novità perché le notizie legislative cambiano ogni giorno
  • Informarsi sullo slittamento delle tasse da pagare (ad esempio la rottamazione la scadenza è stata spostata al 31/12/2020, i contributi Inps dell’ultimo trimestre sono state esonerare da versare ecc.. . )
  • Rivolgersi ed iscriverei all’associazione PIN o ad altre associazioni di partita iva per ricevere informazioni in maniera gratuita.

Infine, abbiamo scoperto che i questo momento particolare e sfidante, ogni piccolo imprenditore e/o professionista debba trasformare il sapere in FARE/AGIRE.
Importante focalizzarsi ai fattori interni cioè alla propria Vision, programmazione ed organizzazione alle relazioni con i collaboratori, clienti, fornitori smettendo di lamentarsi e agendo velocemente.

Come diceva San Francesco d’Assisi “Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”.

Grazie, come sempre, a Valentina VicianiPaolo VoccaArgyrios Dourvas.

Ci vediamo venerdì 27 con un altro appuntamento con #NardoneLiveFacebook!

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