Vincere dallo spogliatoio: coaching e team building strategico negli sport di squadra e nelle organizzazioni

Vincere dallo spogliatoio Marchetti Mazzeschi
Vincere dallo spogliatoio

Vincere dallo spogliatoio
Mauro Giuseppe Marchetti, Susanna Mazzeschi
Casa editrice: Calzetti & Mariucci
Pagine: 160

Troppo spesso ci si dimentica che tutte le organizzazioni, i gruppi, le squadre di lavoro, che siano aziendali o sportive, sono composte da persone prima che da manager o atleti.
Le persone, proprio in quanto tali, non sono vincenti per la somma dei loro potenziali, ma per la capacità di farli interagire in modo efficiente tra loro.
Vincere dallo spogliatoio, unico nel suo genere, illustra le tecniche della comunicazione e del problem solving strategico, ormai conosciute e applicate in tutto il mondo sia in chiave manageriale che clinica, adattandole e applicandole al mondo sportivo, usando un metodo ripetibile e quanto mai idoneo a tutti i casi reali.
L’esperienza racchiusa in queste pagine proviene dalla vita reale:
casi davvero accaduti e concretamente risolti utilizzando le tecniche destritte e sviluppate all’interno nel volume, nei quali ciascuno potrà riconoscere i suoi casi, i suoi atleti problematici o i suoi colleghi difficili, e che con semplicità e chiarezza potrà provare a risolvere allo stesso modo.
Ecco dunque spiegato quel vincere dallo spogliatoio: perché
una squadra, un team di lavoro, una organizzazione, vince sul campo solo se c’è armonia nello spogliatoio.

IL COMMENTO DELL’AUTRICE

Tutto nacque quasi per caso. Ogni giorno, ad ogni allenamento, ad ogni partita, erano sempre numerose le problematiche che ci trovavamo ad affrontare: atleti spaventati o irriverenti, conflitti di spogliatoio, allenatori troppo direttivi o, al contrario, eccessivamente lassisti… ogni volta difficile ed ogni volta recuperavamo…
Così abbiamo iniziato ad accorgerci che il modo era sempre lo stesso e seguiva una pista: dove vogliamo arrivare? Cosa abbiamo fatto fino ad ora e quali interventi non hanno funzionato? E quelli che hanno funzionato, com’erano? E piano piano abbiamo iniziato a clusterizzare le situazioni e a ripetere gli interventi che funzionavano , buttando via il resto…
È stato allora che ci siamo resi conto che ciò che sempre ci guidava era il Modello Strategico!

Non è facile per chi da sempre ha operato nelle organizzazioni aziendali, trasferire modalità di lavoro sui singoli e sui team, perfettamente funzionanti in quel contesto, in un ambito così differente dove la sperimentazione di modelli manageriali è ancora recente e la cultura della “gestione di persone” spesso marginale rispetto alla competenza tecnica.
È stato l’incontro con il “Modello Strategico” che ha reso possibile un adattamento veloce e praticamente privo di ostacoli nella sperimentazione.
Altri colleghi precedentemente avevano impiegato tale modello nello sport ma credo di poter affermare che il mondo della pallavolo sia privo di una analoga esperienza.

Il fatto è che questo modello prima di tutto è un modo di pensare, uno stile di vita e quando lo si acquisisce entra piano piano in profondità, diventa parte della persona stessa, senza irrigidirla, generando anzi un apprendimento continuo che amplia ed approfondisce la competenza. L’applicazione diventa così possibile pressoché ovunque.

Pochi altri modelli mi hanno dato in passato, la stessa sensazione di poter sperimentare, senza danno in ogni ambito ed è per questo senso di “tranquillità e controllo” che abbiamo potuto affrontare, con responsabilità e chiarezza mentale, situazioni spesso molto complesse e diverse dal mondo aziendale.
In verità non è stato sempre possibile applicare il modello in modo del tutto aderente all’originale: il management dello sport vive delle contraddizioni degli ambiti di confine, in cui la passione e la professione si incrociano di continuo, generando obiettivi a volte del tutto compatibili, a volte molto meno. Nel testo pertanto, ho operato una sintesi ed una “traduzione” dello stesso, che si avvale a volte dell’incrocio tra vari sottomodelli, con l’obiettivo di valorizzare, in chiave teorica, tutto il materiale emergente dai casi affrontati, più che con l’idea di effettuare una trattazione esaustiva del “modello strategico”, per la quale la bibliografia è ormai ampia e diffusa.

Il lettore che si accosterà a questo testo con l’occhio del tecnico sportivo, troverà una serie di casi tipici riguardanti la gestione di gruppi e di individui e potrà trarne alcuni spunti per la soluzione di problemi analoghi o anche solo per la riflessione personale; colui che, invece, lo leggerà con un’ottica più prossima a quella della consulenza aziendale, potrà ritrovare alcuni esempi di gestione manageriale di gruppi e di persone, facilmente riutilizzabili nelle aule di formazione, nel team building e nel coaching.
Chi credesse che questo sia un libro sullo sport, potrebbe forse restare deluso nel non trovare gli aspetti tecnici auspicati e consueti ma chi si accosti al testo per cercare ispirazioni sul coaching, sul counseling e sul team building organizzativo, non resterà sorpreso nel non essere a disagio leggendo di volley ed avrà la sensazione di muoversi nei contesti di ogni giorno.

L’attività congiunta con tecnici e allenatori incontrati, ha consentito una facile estrapolazione e traduzione dei contenuti teorici in altrettante sperimentazioni che, infine, possono essere lette, comprese ed assimilate da chiunque abbia amore per il gioco e per il lavoro laddove questi si ricongiungano.

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Vincere dallo spogliatoio Susanna Mazzeschi

Vincere dallo spogliatoio: coaching e team building strategico negli sport di squadra e nelle organizzazioni ultima modifica: 2016-11-30T11:12:33+00:00 da Susanna Mazzeschi