Costruire strategicamente una leadership vincente

Leadership vincente

La leadership è un’interazione tra persone, all’interno della quale una di esse, il leader, guida e coopera con gli altri al fine di raggiungere precisi obiettivi.
Il leader è colui che non ha dubbi sui risultati da perseguire ed è colui che possiede particolari abilità comunicative in grado non solo di spiegare, ma soprattutto di mobilitare negli altri aspetti emozionali che innalzano la loro motivazione ad agire verso uno scopo comune.

Nel 218 a.C. Annibale, preparandosi ad attraversare le Alpi per marciare su Roma, sembra che abbia esclamato: “Noi troveremo una strada, oppure ne apriremo una!”. Questa semplice affermazione, andando a far leva sulla parte emotiva-motivazionale piuttosto che soltanto sul pensiero logico-razionale, rappresenta alla perfezione come la leadership dovrebbe essere esercitata: infatti il leader dovrebbe essere sempre focalizzato sull’obiettivo e capace di comunicarlo e di condividerlo con gli altri.

Oltre a ciò, il condottiero cartaginese passa implicitamente il messaggio che la possibilità di farlo sia certa e non contestabile, che il risultato dell’impresa dipenda esclusivamente dal loro impegno e dalla loro volontà di agire comportamenti orientati al raggiungimento di un obiettivo comune e non di reagire semplicemente alle circostanze. In più, la scelta della prima persona plurale “noi” valorizza la dimensione di gruppo, esprimendo indirettamente la possibilità di superare i limiti proprio perché lo si fa insieme.

Annibale ha dimostrato magistralmente che per diventare leader si deve credere nella realizzazione di un “noi” condiviso, entrando in contatto con le emozioni e la motivazione delle persone al fine di raggiungere insieme i risultati desiderati.  Del resto, parafrasando Goethe “se si tratta un essere umano per quello che è, rimarrà quello che è, se invece si tratta per quello che può e deve essere, diventerà quello che può e deve essere”.

L’essenza della leadership è, appunto, quella di innescare sentimenti positivi che guidino gli altri ad esprimere il meglio di se’. Il concetto di leader, pertanto, non è legato esclusivamente al ruolo di “capo”, ma anche alla sua essenza, alla sua personalità, a ciò che fa e come lo fa. Infatti, imporre a qualcuno di fare qualcosa non significa essere un leader.

Impartire ordini è molto semplice, ma non è altrettanto semplice affermare la propria autorevolezza e credibilità agli occhi di chi ci circonda. In altre parole, il leader deve essere consapevole della propria funzione di modello di riferimento, dell’influenza che ha su coloro che gestisce, cosciente che così facendo orienterà le loro emozioni e i loro comportamenti.

Sapere che cos’è la leadership è ben diverso dal saperla esercitare.

Per ottenere tale consapevolezza occorre acquisire particolari abilità comunicative, relazionali e di problem solving, quelle che vengono definite le soft skills. Ovvero, un buon modello di leader deve conoscere, saper esprimere e saper utilizzare al meglio le proprie emozioni, essendone consapevole in ogni momento, deve saper leggere quanto avviene al proprio interno,  gestendo l’impatto che il suo stato d’animo provoca sui propri comportamenti. Dal punto di vista più prettamente di problem solving e self-coaching, deve saper valutare e soppesare i propri limiti e i propri punti di forza, per assumere consapevolezza del proprio valore, delle proprie abilità e per capire su cosa puntare o cosa va migliorato. In definitiva, deve essere “leader di se stesso”.

Questa analisi è in continua evoluzione e cambiamento, pertanto lo stile di leadership deve diventare il modus vivendi del leader, il quale deve saper essere trasparente e coerente con i propri valori, dimostrando integrità e ispirando fiducia; deve essere flessibile e sapersi districare di fronte alle situazioni critiche, cercando di valutare le circostanze da più punti di vista differenti. Inoltre, deve migliorare continuamente le proprie prestazioni orientate al risultato, avendo spirito di iniziativa ed essendo pronto ad agire in presenza di nuove opportunità, imparando ad interpretare e utilizzare gli errori e le sconfitte come occasioni di rinascita piuttosto che come meri fallimenti.

Riassumendo, sono davvero tante le competenze che un leader dovrebbe avere per esercitare al meglio la propria leadership: autostima, carisma, organizzazione del tempo, progettazione, valutazione delle risorse, capacità di problem solving, di delega, di negoziazione, ma anche di autopromozione, di networking.

Tutto ciò non può prescindere da abilità comunicative efficaci, assertive e persuasive. Il “discorso del capo“, sia per spiegare che per esprimere una decisione, diventa uno strumento fondamentale di gestione dei processi operativi, per coinvolgere tutti gli attori, interni ed esterni, che intervengono al raggiungimento degli obiettivi preposti.

Ma come puoi fare a diventare leader di te stesso e degli altri se non sei naturalmente dotato di tutte queste abilità?

La risposta è molto semplice: le impari. Infatti, è da sfatare la credenza che il ruolo di leader sia destino di pochi eletti, con incredibili capacità innate. Al contrario, la leadership può essere appresa e conquistata come tutte le abilità che possiamo imparare nell’arco della vita.

I corsi formativi proposti dal Nardone Group sono progettati per insegnarti tutte queste capacità attraverso percorsi che prevedono sia una parte più prettamente teorica, incentrata sull’apprendimento del Modello di Problem Solving e Coaching Strategico, sia una parte di esercitazioni durante le quali, seguendo l’idea del learning by doing, imparerai a mettere in pratica le tecniche apprese durante la teoria.

La Scuola di Specializzazione Manageriale in Comunicazione, Problem Solving & Coaching Strategico guida a rendere il cambiamento inevitabile, a pensare in modo differente, gestendo al meglio le risorse umane, i loro comportamenti, le loro emozioni, i problemi di comunicazione e di relazione. Del resto, anche secondo Goleman, la grandezza di una leadership si fonda sulla capacità di far leva sulle emozioni e sull’abilità di orientare emotivamente chi ci circonda.
Un’altra sfida che si è proposto di affrontare il Nardone Group è quella di promuovere la figura delle donne leader, opponendosi al luogo comune che i ruoli di direzione siano ricoperti in modo migliore dai colleghi maschi piuttosto che dalle rappresentanti del gentil sesso. L’Accademia di Leadership Femminile Strategica è un progetto realizzato per guidare le protagoniste a realizzarsi come professioniste nei loro ambiti di intervento mantenendo intatta la loro natura di donne, anzi utilizzando questa caratteristica intrinseca come punto di forza per agire una leadership vincente.

A dimostrazione di ciò, anche un esempio di leader al femminile come Margaret Thatcher affermò: “Ogni donna che sa come far andare avanti una casa è molto vicina a capire come far andare avanti una nazione”.

 

I leader sono problem solver per talento, per temperamento e per scelta personale.
H. Cleveland

 

Per approfondimenti:

Costruire strategicamente una leadership vincente ultima modifica: 2016-05-19T11:40:22+00:00 da Dott.ssa Chiara Nardone

L'Autore

Psicologa, Psicoterapeuta - Specialista in Terapia Breve Strategica, Problem Solving e Coaching Strategico, Nardone's Model